Firenze – Si è tenuto ieri 18 dicembre, l’evento conclusivo del progetto “Leader di pace al servizio della comunità locale”, il progetto pilota finanziato da Fondazione CR Firenze per portare nelle scuole superiori di Firenze e provincia un percorso di formazione sui temi dei diritti umani e della trasformazione creativa dei conflitti. Un progetto realizzato con Rondine Cittadella della Pace, associazione che da oltre venti anni forma giovani provenienti da luoghi di conflitto di tutto il mondo perché possano diventare leader di pace nei propri paesi.

 

Una collaborazione di lunga data che oggi più che mai si rivolge agli studenti e ai docenti del territorio per affrontare le sfide della società odierna e per sperimentare una prima applicazione del Metodo Rondine ai bisogni di coesione sociale di Firenze attraverso un corso mirato a fornire gli strumenti più idonei per gestire il conflitto e sviluppare competenze trasversali sia a livello relazionale, emotivo e cognitivo e interculturale sia su piano disciplinare, organizzativo e progettuale.

 

“Una grande sfida – afferma Chiara Mannoni, Responsabile Educazione, Istruzione e Formazione di Fondazione CR Firenze – quella di Rondine che dà corpo agli orientamenti educativi per i giovani che la Fondazione CR Firenze sostiene e alimenta con il territorio. Rondine ci ricorda che il conflitto, se gestito, può generare buone opportunità per la comunità di domani”. Mannoni è intervenuta nell’ambito dell’evento che si è tenuto presso l’auditorium CTO AOU di Careggi. A portare i saluti istituzionali Paolo Caldesi per la Regione Toscana, Laura Sparavigna, Consigliera comunale di Firenze, e il presidente di Rondine, Franco Vaccari che ha sottolineato “Si fa un passo, si prende una decisione e tutto comincia. È importante avere grandi sogni, ma poi il passo da fare è estremamente piccolo e possibile, alle Nazioni Unite come in Toscana. Rondine nasce per unirci e renderci consapevoli di cosa succede nel mondo – continua Vaccari – e oggi i giovani delle World House insieme agli studenti toscani ci hanno fatto capire che i leader partono dal basso e ognuno di noi può esserlo. Sono grato alla Fondazione CR Firenze per aver riconosciuto in Rondine lo strumento capace di mettere insieme queste sinergie e aver creduto nei giovani”.

 

Ma soprattutto sono intervenuti i protagonisti del progetto, gli studenti delle scuole I.I.S.S. G. Peano, Liceo classico Galileo, Liceo statale G. Pascoli di Firenze oltre che l’I.S.I.S. Vasari di Figline Valdarno e il Liceo linguistico Gobetti Volta di Bagno a Ripoli. Con loro i docenti che li hanno accompagnati in questo percorso mettendosi in gioco in prima persona attraverso un percorso specifico di formazione pensato per offrire loro strumenti concreti nella formazione degli adolescenti, che si trovano ad affrontare il personale conflitto della ricerca della propria identità, nel passaggio dall’infanzia all’età adulta.

 

Formatori del progetto di giovani della World House di Rondine, giovani che provengono da società in cui hanno sperimentato il dramma della guerra e che hanno accettato la sfida di vivere nella Cittadella della Pace di Arezzo per due anni testimoniando agli studenti fiorentini la possibilità di convivere tra nemici. Giovani che hanno scelto di non accettare di essere nemici e impegnarsi per cambiare il futuro dei loro Paesi e che lo scorso 5 dicembre sono intervenuti alle Nazioni Unite di New York rivolgendosi ai loro Governi per innescare un cambiamento concreto nelle loro società.

 

Sono stati loro a lavorare fianco a fianco con gli studenti applicando metodologie innovative che hanno stimolato la partecipazione attiva e propositiva degli studenti, coinvolgimento nel gruppo, e condivisione in plenaria le riflessioni emerse. Oltre al corso dedicato ai docenti, il progetto ha visto attività nelle scuole, un campus a Rondine e l’evento conclusivo per la condivisione dei risultati per un totale di tre mesi di lavoro, che hanno coinvolto 280 studenti e dieci insegnanti che hanno potuto arricchire il bagaglio culturale sul tema dei diritti umani, condividendo riflessioni sul cambiamento che la nostra società sta attraversando e favorendo la crescita di una mentalità aperta, lontana dal pregiudizio, in grado di accogliere punti di vista differenti dal proprio.

 

 

 

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