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Stefano Zamagni: “La pace è possibile”. Il dono come elemento fondamentale per costruire una società senza conflitti

 

L’economista, dalla Cittadella della Pace di Arezzo, lancia la sua tesi sulla costruzione della giustizia sociale che sta alla base della pace nell’ambito dell’incontro promosso dall’associazione Rondine Cittadella della Pace insieme a Banca Popolare di Cortona

 

(Arezzo, 20 gennaio 2017). Non ha dubbi il professor Stefano Zamagni e il messaggio che lancia dalla Cittadella della Pace di Rondine è chiaro: “La Pace è possibile” . L’economista di fama internazionale traccia la sua tesi sulla possibilità concreta di costruire la pace nell’ambito dell’incontro che si è tenuto oggi ad Arezzodal titolo“Giustizia benevolente. La pace passa dal dono’’, promosso dall’associazione Rondine Cittadella della Pace insieme a Banca Popolare di Cortona. “Non ho esitazione ad affermare che Rondine è una vera istituzione di pace. La pace è possibile, ma non è spontanea, e quindi bisogna recuperare un antico adagio della civiltà romana che diceva Si vis pacem para civitate e impegnarsi per costruirla”. Il professore Zamagni va oltre e parla alle Istituzioni: “E’ fondamentale che per fare la pace vengano costruite istituzioni di pace. Il principio che sta alla base di queste è quello del dono e quindi del perdono, nel suo senso profondo, che non significa dimenticanza o amnesia ma restituire a chi ha commesso reati, la possibilità di riiniziare”.

“Rondine è radicata nella dimensione del dono – afferma il presidente di Rondine Franco Vaccari -  non si supera il conflitto se non c’è da parte di ciascuno la dimensione del gratuito, e se non si va incontro al nemico con la disponibilità di perdere qualcosa, e perdere vuol dire donare, perché significa fare qualcosa senza avere nulla in cambio. Quello che possiamo fare noi è cercare di diffondere la cultura del dono, perché la cultura è l’insieme di comportamenti concreti che le persone vivono perché ne sono convinte, quindi introdurre il concetto di economia del dono e vedere che è possibilità percorribile in un territorio credo sia necessario”.

L’incontro moderato da Luca Alici, ricercatore presso il Dipartimento di Filosofia, Linguistica e Letterature dell’Università degli Studi di Perugia, ha visto anche la presenza di  Roberto Calzini, direttore generale Banca Popolare di Cortona, l’istituto di credito che ha sostenuto la partecipazione di uno studente al progetto “Quarto Anno Liceale d’Eccellenza”  di Rondine e che ha ricordato l’importanza del ruolo dei soggetti privati nell’investire nella formazione di giovani che possano contribuire alla costruzione della pace. “Il nostro Istituto ha creduto da subito nel nuovo progetto di Rondine, e anche quest’anno ha rinnovato il sostegno al “Quarto Anno Liceale d’Eccellenza” – afferma Roberto Calzini - Non è la classica sponsorizzazione che la banca o un azienda può fare e che ha una ricaduta immediata nel bacino della nostra utenza, ma si tratta di un’iniziativa che si occupa della formazione di nuovi cittadini che potranno nei prossimi anni con la loro opera e con  il loro esempio, contribuire a costruire la società giusta e coesa che tutti noi auspichiamo”.

Un principio, quello del dono, che  il professor Zamagni declina nella dimensione interpersonale ma anche e soprattutto in quella comunitaria e nella relazione tra Stati. Il suo sguardo inoltre va agli ultimi conflitti dello scenario internazionale dell’ultimo secolo: “Ci rendiamo conto che alla base troviamo l’incapacità di per-donare, perché si ritiene che l’ingiustizia ricevuta, sia ragione sufficiente per restituire lo stesso, un modo che non può essere accettato da chi ha a cuore come obiettivo la pace intesa, non nel senso dell’assenza di guerra, ma come condizioni di fioritura sia degli individui che delle realtà comunitarie”.

 

 

 

 

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