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I giovani protagonisti delle trasformazioni della Sponda sud del Mediterraneo

Ultima modifica il Sabato, 02 Aprile 2016 14:14
Pubblicato Venerdì, 01 Aprile 2016 14:07
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Conclusa la prima sessione del  Forum “Sponda Sud. Nuove prospettive per il Mediterraneo” a chiusura del progetto Una nuova classe dirigente per la Sponda Sud del Mediterraneo, promosso dall’associazione Rondine Cittadella della Pace in collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento

 

 

 

Si è conclusa la prima sessione del Forum “Sponda Sud. Nuove prospettive per il Mediterraneo”che si è tenuta questa mattina a Trento presso il Palazzo della Regione e promossa dall’associazione Rondine Cittadella della Pace in collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento.

 

Un focus sulla situazione mediterranea che ha ripercorso i momenti focali della transizione dell’area a partire dalle Primavere Arabe fino ad un’analisi della situazione attuale con uno sguardo verso le sfide future, affrontato da un ricco panel di relatori del mondo politico diplomatico e della cultura, nazionale e internazionale. Una riflessione che ha visto riconfermare, sotto i diversi punti di vista, il ruolo centrale dei giovani e la necessità di investire su di loro per poter portare avanti il processo democratico e lo sviluppo dell’area mediterranea.  

 

E proprio sui giovani punta il progetto triennale “Una nuova classe dirigente per la Sponda Sud del Mediterraneo” promosso da Rondine, in collaborazione anche con il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale di Trento e di cui l’iniziativa vuol essere la chiusura ufficiale. Un percorso articolato in programmi formativi residenziali realizzati nel 2012, 2013 e 2014, che ha coinvolto quasi cento giovani in un percorso formativo mirato al fornire alle giovani generazioni dell’area mediterranea gli strumenti per affrontare i profondi cambiamenti in corso nella Sponda Sud, favorendo la maturazione di una coscienza critica e consapevole e l’impegno per lo sviluppo di una società democratica.

 

Oltre al ruolo dei giovani quello dell’Europa come è emerso più volte dagli interventi a partire da quello di Pier Ferdinando Casini, Presidente Commissione Affari Esteri del Senato: “Dobbiamo prendere coscienza di avere un nemico comune che vuole destabilizzare tutti, a partire dalla nostra normalità – afferma Casini -  I nemici sono due, oltre il terrorismo ci sono i nazismi e il populismo che agisce su persone legittimamente spaventate, che noi dobbiamo cercare di capire”.

 

“Da sempre il Trentino ha svolto funzione di cerniera con la cultura mittel europea e mediterranea vissuta come opportunità e questa iniziativa è appieno dentro questa prospettiva”. Dalle parole del presidente della Provincia Autonoma di Trento, Ugo Rossi emergono le motivazioni che hanno visto nascere la collaborazione con Trento per questa iniziativa, ribadite dal Presidente di Rondine Franco Vaccari

“Noi siamo piccoli ma abbiamo avuto un’idea grande che aveva l’intenzione di abbattere i confini a partire dal modello trentino. Il Trentino ci ha permesso di far conoscere alla futura classe dirigente del Mediterraneo un modello vincente di cui possono avvalersi per costruire una nuova società democratica e inclusiva. Questi ragazzi – conclude Vaccari - sono una caparra umana che chiede una cintura che custodisca questo primo passo, e noi abbiamo il dovere di accompagnarli perché possano davvero diventare la classe dirigente del Mediterraneo”.

 

 

LA CONFERENZA

 

Dopo l’apertura dei lavori, affidata al giornalista e consigliere dell’IAI, Giampiero Gramaglia, che ha moderato la sessione, è intervenuta Sara Ferrari, Assessore all'università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità, cooperazione allo sviluppo, Provincia Autonoma di Trento, 

 

“ E’ un onore ospitare questo appuntamento punto fermo per un esperienza molto particolare e così importante. Il Mediterraneo è centrale nelle scelte strategiche e nelle linee di intervento del Ministero degli Esteri. Questo progetto è in linea con l’emergenza che viviamo oggi e nella politica trentina il Mediterraneo rappresenta una area di forte interesse. Rondine dimostra di saper investire in maniera corretta e diversa dall’attuale,  investendo sui giovani e su modi nuovi  di fare politica dando loro le competenze perché si sappiano assumere la responsabilità. E Il Trentino condivide fortemente questa linea. La formazione è uno strumento potente. La comunità trentina ha messo a disposizione di questo progetto tutti i suoi punti di forza, questa è la forza di questo progetto. Se oggi siamo qui a fare il punto significa che è momento per capire come proseguire.

 

Gala Ivkovic, giovane bosniaca dello Studentato Internazionale di Rondine, ha quindi portato la sua testimonianza del percorso svolto alla Cittadella della Pace di Arezzo dove convivono per due anni ragazzi provenienti da luoghi di conflitto di tutto il mondo e sperimentano l’incontro con l’altro, il confronto con le diverse culture e con il proprio nemico, imparando a superare i pregiudizi e accettando in confronto. Il suo intervento ha inoltre affrontato il tema del capitale sociale al centro della sua tesi di laurea, sottolineando la necessità della coesione sociale nello sviluppo delle società democratiche. “I ponti tra persone  - afferma la studentessa - portano alla fiducia e al coinvolgimento attivo delle nostre società. Magari non vedremo noi i frutti ma di sicuro saranno raccolti dalle future generazioni. Potranno togliere tutti  i fiori ma non potranno mai fermare la Primavera”

 

Ha quindi portato i saluti di tutti i partecipanti al progetto “Sponda Sud”Suad Yacoubi, giovane tunisina:La lingua italiana è la prima competenza che mi ha regato Rondine, il primo strumento essenziale per relazionarmi con la Sponda Nord del Mediterraneo. Poi il corso formativo che mi ha dato strumenti per lo sviluppo di progetti locali.

Non solo le competenze mi sono portata dietro la fiducia in me stessa che mi da la forza di incontrare giovani ogni giorno. In questi anni ho incontrato oltre 10 mila giovani tunisini. Quello che ho imparato è che nel mio Paese nessuno sogna, sono troppo disperati, non credono nel futuro. Dare fiducia a queste persone è un dovere che dobbiamo tutti condividere. L’augurio – conclude la giovane - è che Rondine continui a lavorare su questo progetto perchè per portare un grande cambiamento dobbiamo essere tanti”.

 

“Rondine ha creato un capitale universale, preparando questi ragazzi a una cultura nuova, fornendo strumenti pratici che li aiuteranno a diventare la classe dirigente del loro Paesi”.

Con queste parole ha esordito Daniele Pancheri, Consigliere politico, Segretariato Generale dell’OSCE che presentando l’attività dell’organizzazione ha sottolineato la condivisione della visione di Rondine. “Anche noi lavoriamo per il dialogo e condividiamo questa visione. Non solo guardando alla diplomazia e alla politica ma anche sul piano concreto, su due linee: sulla cooperazione euro-mediterranea e sui giovani.
Le norme condivise tra stati e il lavoro quotidiano sul campo credo possano ispirare l’area mediterranea. I giovani da sempre sono al centro dei nostri sforzi. Già 40 anni fa il Mediterraneo era al centro delle tensioni internazionali. Già allora i padri fondatori dell’Osce hanno inserito nell’atto la necessità di lavorare sugli scambi giovanili. Dopo la Primavera araba del 2011 abbiamo deciso  rafforzare l’impegno in quest’area. Nel 2014 nasce New med , network nato per portare forze nuove nel dialogo e una nuova visione delle prospettive. Lotta al terrorismo e dialogo interreligioso altri ambiti su cui siamo molto impegnati. A maggio infatti ci sarà un’iniziativa in Tunisia, una tavola tra giovani nord africani per comprendere meglio la radicalizzazione attraverso la visione dei giovani e individuare nuove strategie per contrastare il terrorismo.

 

Enrico Granara, Ministro plenipotenziario del Ministero degli Affari Esteri ha inviato un messaggio in cui si impegna a consultare associazioni come Rondine che hanno svolto progetti concreti legati al Mediterraneo.

 

AnchePasquale Ferrara, del Ministero degli Affari Esteri, ha sottolineato l’importanza della Track two,  ovvero la diplomazia di secondo binario. “La diplomazia deve rivedere le proprie visione deve svolgere azione di facilitatore e in certe situazioni di crisi, il secondo binario è l’unico possibile e soprattutto è necessario tenere presenti  i giovani.

L’Europa nel 1848 ha avuto la sua primavera dei popoli, dai risultati immediati effimeri ma tappa essenziale nel processo democratico. L’analogia è importante per non farsi sopraffare dei pessimisti che aleggiano circa gli esiti delle primavere.

Serve un nuovo concetto strategico di Europa. Dobbiamo passare dall’idea da rapporti di parternariato a un coinvolgimento paritario anche in termini di assunzione di responsabilità.

La prospettiva di futuro per questi giovani è fondamentale. L’unione europea ha stanziato 10 miliardi che saranno assegnati sul concetto della condivisione di responsabilità e a mio avviso dovranno guardare soprattutto alle donne e ai giovani, favorendo la formazione di lungo periodi e non promozionale.

 

Alaeddin Tantush, partecipante al progetto Sponda Sud dalla Libia ha portato la sua esperienza del progetto in collegamento via Skype da Tripoli. rappreentando un’immagine molto problematica della situazione libica.

 

Anche  Antonio Ferrari, inviato del Corriere della Sera, si è collegato in diretta da Atene per portare il suo sostegno al lavoro di Rondine: “Sono molto legato a Rondine  – afferma Ferrari - l’anno scorso ho avuto speranza che Rondine potesse avere quel Premio Nobel che merita e che poi è andato al quartetto Tunisino dando spessore a quel processo democratico.  Un premio che merita per il lavoro che fa da anni e in particolare negli ultimo tre con la Sponda Sud.

Il ruolo di Rondine è fondamentale nel creare connessioni tra giovani  e le condizioni per confrontarsi e conoscersi . Rondine ha dimostrato che quando le persone si incontrano anche se vengono da luoghi conflittuali possano costruire delle relazioni solide anche delle amicizie e superare l’inimicizia che li separa. Ogni occasione di cultura e ogni sforzo come quello di Rondine sono importanti e  perché un giorno ne vedremo i frutti”.

 

A seguire il panel “Tra crisi e successi politici nel Mediterraneo: analisi e prospettive future” che è stato aperto da Ugo Rossi, Presidente della Provincia Autonoma di Trento: “Siamo in un territorio autonomo che gode di benessere ma non può chiudersi nell’isolamento e dobbiamo capire come star bene anche in relazione con il piano nazionale  e internazionale.

Questo ruolo di ponte che il Trentino ha sempre avuto tra le diverse culture recentemente è messo in crisi dalla situazione del Mediterraneo che ha visto una condizione di chiusura della società. L’Austria ha messo in atto misure per la gestione dei profughi e che riporta quel confine al Brennero che è stato un vulnus nella nostra storia e questo sempre un passo indietro nel lavoro che abbiamo fato per una visione transfrontaliera. Continueremo a lavorare ma il rischio è che anche la pressione mediatica influisca nella mentalità collettività e porti ad un atteggiamento di chiusura. Abbiamo attivato anche modello nuovo di accoglienza ospitando  profughi siriani. Lavoriamo anche nella formazione della nostra classe dirigente che possa essere preparate anche su temi internazionali.

La sfida è quella di riuscite su tutte le sponde del Mediterraneo ad avere popoli consapevoli che abbiano rispetto dell’identità culturale e religiosa senza cedere al fanatismo e questo passa necessariamente da una classe dirigente preparata”.

 

A seguire l’intervento di Franco Vaccari, Presidente di Rondine Cittadella della Pace, che oltre a ribadire la natura del progetto Sponda Sud e l’essenziale collaborazione con il Trentino ha presentato il volume “Voci dalle Sponde del Mediterraneo. Dialogo tra società” comprendente i principali contributi delle varie conferenze internazionali che si sono svolte durante gli anni del progetto. Una preziosa documentazione che raccoglie molteplici punti di vista, analisi e riflessioni degli ultimi anni in merito alla transizione mediterranea.

 

E’ quindi intervenuta Imen Ben Mohamed, membro del Parlamento Tunisino che ha parlato proprio del caso tunisino:

“Ci sono minacce terroristiche molto forti che minano la stabilità della regione e quindi anche della Tunisia. Nonostante questo l’esempio della Primavere arabe va avanti a passi veloci. La Tunisia ha completato la transizione con una costituzione considerata la più democratica del mondo arabo. Oggi ci concentriamo sul raggiungimento anche della stabilità economica. La composizione della società omogenea ha favorito l’unità nazionale dopo tutte le crisi politiche. Inoltre lo Stato è formato da Istituzioni stabili, Il ruolo dell’esercito ha inoltre favorito la stabilità in un processo di rivoluzione mantenendo un ruolo neutro e non dentro alle dinamiche politiche. Inoltre il pluralismo garantito da una cultura del dialogo che ci ha permesso di non affondare nella frammentazione. La Tunisia è una candela che ancora illumina il Mediterraneo.  Io sono ottimista anche se stiamo attraversando un processo duro di transizione perchè solo così potremo arrivare al consolidamento della democrazia”.

 

“Io non vedo il cambiamento – ha affermato in controtendenza l’ambasciatore del Marocco  Hassan Abouyoub - “Democratizzare non significa fare una costituzione. Tutto il problema delle rivoluzioni è la mancanza di organizzazione e di ideologia. La democrazia deve garantire l’alternanza e finchè questo è nelle mani del popolo non funziona. Abbiamo dimenticato la gestione delle minoranze e in Trentino possiamo vedere un modello eccellente.
Abbiamo un vero problema sul un piano strategico lungimirante. La democrazia è l’unico sistema per  non arrivare alla guerra. La fiducia non c’è, non c’è stato di diritto, non c’è integrazione. Se c’è una volontà comune di fare qualcosa insieme per il futuro del Mediterraneo dobbiamo rimparare a parlare e riprendere il nostro dovere di coltivare il dialogo”.

 

 “Voglio esprimere tutto il mio apprezzamento per Rondine  e per la Provincia di Trento per questo progetto e ho ritenuto molto importante essere qui oggi. . ha affermato Pier Ferdinando Casini, Presidente Commissione Affari Esteri del Senato- L’Europa come entità politica non ha mai scommesso nel Mediterraneo ( la somma destinata alla Polonia in un anno è pari a quanto destinato al Mediterraneo in 10 anni). Dobbiamo fare i conti con il nostro approccio a queste questioni.
La polita dell’innalzare muri in Europa a partire dall’Austria è emblematico. Noi dobbiamo agire sull’opinione pubblica che diventa  humus su cui agiscono dinamiche distruttive, che anche per incapacità nostra, mettono in discussione il nostro modo di vivere. La nostra battaglia deve essere prima di tutto culturale e deve partire dalla scuola dalle università e dalle Mosche. Non possiamo farci trascinare e regredire verso una guerra di religione. Le religioni sono sempre strumento di pace la strumentalizzazione è sempre facile.

L’Italia può essere all’avanguardia nella politica del Mediterraneo. Io sono contrario a spedizione militare in Libia di tipo tradizionale perché finiremmo per essere odiati da tutti i libici indistintamente. Il Governo c’è e noi e altri Paesi dovremo offrire sostegno.

In merito all’Egitto noi siamo in grande imbarazzo perché abbiamo una  bellissima cooperazione economica e commerciale ma il caso Regeni ci vede costretti a non cedere e non accettare una verità di comodo.  Meglio una verità sgradevole che un a menzogna”.

 

Quindi l’intervento di Ahmed Okasha, partecipante al progetto Sponda Sud dall'Egitto in collegamento via Skype da Alessandria dove lavora come assistente di UNHCR “Questo progetto mi  ha cambiato la vita, sotto tanti punti di vista. Quando mi sono unito alla rivoluzione nel 2011 avevo il sogno del cambiamento e della democrazia. Forse ora i risulti non sono ottimi  perchè stiamo affrontando molte sfide. L’autorità militare ha un ruolo enorme e ci sono molte restrizioni alla libertà di parola .ma penso che il popolo egiziano sia motivato. Spero che la fine di questo progetto sia un nuovo inizio. Okasha ha chiuso il intervento chiedendo un minuto di silenzio per l’anima di Giulio Regeni “nella speranza che la verità sia rivelata presto”.