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Progetto Noi con gli altri 2015. La relazione al centro del nostro fare educativo

Ultima modifica il Martedì, 10 Marzo 2015 10:51
Pubblicato Martedì, 10 Marzo 2015 10:34
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Anche quest'anno, nell'ambito del progetto Noi con gli Altri, l'Associazione Rondine ha realizzato, grazie a Unicoop Firenze, un campus formativo rivolto a un gruppo interclasse di 19 giovani provenienti da una scuola superiore di Siena.

Del gruppo, che ha vissuto per tre giorni nella Cittadella dal 25 al 27 febbraio, anche tre giovani che avevano partecipato al residenziale a Rondine lo scorso anno e sono ritornati come parte attiva in veste di tutor.

La ricaduta non potrà che essere positiva, questi ragazzi che hanno potuto respirare "un’aria nuova", diversa; potranno ritornare nel loro contesto di appartenenza rinnovati ed essere testimoni e cittadini a diversi livelli.

Nella scuola, in famiglia, nel loro gruppo di amici, nel lavoro, nello sport porteranno un‘esperienza che li ha visti partecipi nell’affrontare tematiche spesso „scomode“ quali il conflitto, sia personale che interpersonale, l’ascolto, il dialogo in situazioni difficili, la relazione autentica con persone che provengono da diversi paesi del mondo.

 

Il programma e i temi affrontati

 

La struttura del programma è stata sia nei contenuti che nelle modalità pratiche incentrata sulla Comunicazione Ecologica e sulla risoluzione e trasformazione dei conflitti; tutto in un ottica di un gruppo che deve imparare a sentirsi tale.

La programmazione strutturata in equipe ha messo al centro anche un altro aspetto fondamentale che è un ingrediente prezioso di Rondine: la narrazione come reale strumento di conoscenza.

Il racconto diretto delle esperienze consente di realizzare uno scambio di valori culturali e confrontare i diversi punti di vista sulla realtà.

L’importante funzione che il racconto svolge nelle sue diverse forme (storie personali, narrazioni che esprimono il punto di vista degli altri; romanzi, poesie ecc. di autori stranieri ) rende, all’interno dei percorsi educativi, la narrazione non più soltanto un oggetto cioè il contenuto, ma un mezzo stesso dell’educazione: educare narrando.

Raccontare ( intessere storie), o raccontarsi ( ripercorrere le diverse vicende esistenziali in uno scambio di conoscenza e confronto), riveste pertanto una forte carica educativa, che l’ascolto reciproco contribuisce ad aumentare; le spiegazioni diventano tante narrazioni, tutte ugualmente legittime. Le micronarrazioni, come sono state chiamate, sono ritenute delle significative manifestazioni del pensiero narrante, cui si riconosce un forte potenziale cognitivo.

 

 

 

La relazione è al centro del nostro „fare educativo“

 

 

1.       Il tema dell’ascolto attivo e della comunicazione ecologica vista come possibile strategia per il benessere di ogni membro all’interno di un gruppo

2.       Avere i primi strumenti per un linguaggio condiviso e per imparare i diversi metodi di risoluzione dei conflitti. La mappa dei conflitti e la diversità di ognuno nell’affrontarla; comporta la necessità di mettersi in gioco attraverso la comunicazione e la condivisione.

 

 

I giochi insieme

Alcuni giovani dello Studentato Internazionale di Rondine come Albnor (kosovaro) e Milos (serbo) hanno curato i momenti informali del gruppo come organizzare una partita di calcio o giocare con giochi da tavolo e questo è stato davvero uno spazio molto costruttivo all’interno del gruppo per arricchire le relazioni tra i ragazzi e per ampliare alcune dinamiche positive da vivere nei diversi contesti. Stare insieme e divertirsi: questo lo spirito con cui affrontare anche i momenti meno impegnativi!

 

La consegna delle Rondini d’Argento:

Al termine del campus, ad ogni ragazzo è stata consegnata una Rondine d’Argento: un rito di passaggio e simbolo di appartenenza allo spirito che anima la Cittadella della Pace. Proprio come accade per i giovani dello Studentato Internazionale, che dopo due anni tornano nei loro Paesi come la Rondine d’Oro, segno di un impegno che continuerà anche dopo Rondine. La consapevolezza che il pensiero e l’azione possono incontrarsi quando sono veicolate da un desiderio, è il motore che si attiva dentro ognuno di noi quando si sente la congruenza di un progetto che prende vita.  

 

Lo staff di Rondine:

 

Dott.ssa Valentina Teta

Dott. Alessandro Garuglieri

Maria Karapetyan, studentessa

Albnor Morina, studente

Milos Sekulic, studente