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Mogherini raccoglie l’appello dei giovani di Rondine: le istituzioni accanto ai popoli per la pace

Ultima modifica il Mercoledì, 03 Dicembre 2014 11:26
Pubblicato Giovedì, 20 Novembre 2014 12:54
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L’esempio di giovani nemici provenienti da luoghi in conflitto capaci di vivere insieme arriva al Parlamento Europeo per le celebrazioni del Centenario della Grande Guerra

 

18 novembre, Bruxelles, Sede del Parlamento Europeo. L’esempio di giovani provenienti da luoghi in conflitto, nemici tra loro ma che hanno dimostrato che la convivenza pacifica  è possibile arriva al Parlamento europeo e si fa modello in occasione nelle Celebrazioni del Centenario della Grande Guerra nell’ambito di una riflessione sulla costruzione della pace che ha coinvolto Istituzioni e società civile. Si tratta degli studenti dell’associazione Rondine Cittadella della Pace Onlus promotrice dell’evento che si è svolto ieri 18 novembre presso la  sede del Parlamento Europeo di Bruxelles in collaborazione con il vicepresidente del Parlamento Europeo, David Sassoli intervenuto insieme a Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ealtri illustri rappresentanti delle Istituzioni e della società civile. Un doppio appuntamento che ha visto una conferenza dal titolo Europa. Una nuova coscienza per uscire da un secolo di guerre e uno spettacolo musicale Dissonanze in Accordo, con la presenza della testimonial d’eccezione Noa (Achinoam Nini) al fianco dei giovani di Rondine Cittadella della Pace che hanno portato in scena la propria storia di riconciliazione col nemico in un allestimento dedicato proprio al Centenario della Prima Guerra Mondiale

L’evento realizzato con il Patrocinio eccezionale dellaPresidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea, dellaPresidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale e dellaRegione Toscana rappresenta la prima iniziativa promossa al Parlamento europeo da un’associazione italiana per le celebrazioni del Centenario della Prima guerra mondiale, nell’ambito delle iniziative del Semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea.

Dal Parlamento europeo arriva dunque un messaggio universale di pace che ha la concretezza del vissuto dei giovani protagonisti dei conflitti di oggi e la forza delle alte Istituzioni che hanno la responsabilità di mantenere quella pace che il modello Europeo ha garantito negli ultimi settant’anni: “La nostra storia europea – afferma Federica Mogherini - può essere un modello di pace non solo per l’assenza di guerra.La pace è democrazia, rispetto dei diritti, condivisione della propria umanità.La cosa più bella dell’esperienza di Rondine è la convivenza – continua l’Alto Rappresentate dell’Unione indicando la Cittadella della Pace come esempio di convivenza pacifica – e questo ci insegna che abbiamo bisogno di due cose: conoscenza e condivisione.  Parlare di pace non è naif come molto credono, ci vuol molto più coraggio a fare la pace che a fare la guerra.”

 

La conferenza moderata dalla giornalista Carmen Lasorella  è stata aperta daDavid Sassoli, che ha chiesto un minuto di silenzio per l’attentato a Gerusalemme e  la morte del medico rientrato dalla Sierra Leone.

Tra gli altri intervenuti accanto al presidente di Rondine,Franco Vaccari,Antonio Tajani, vice Presidente Parlamento Europeo,il cardinaleGualtiero Bassetti, vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana,la cantante israelianaAchinoam Nini (Noa) e l’Ambasciatore Marco Peronaci. Ma sono stati proprio gli studenti di Rondine a porre importanti quesiti ai relatori presenti. Tra loro Elmira dall’Azerbaijan che ha raccontato la sfida della convivenza con il nemico a Rondine e Maria dall’Armenia che ha sottolineato la necessità di coinvolgere i popoli nei processi di pace affinché la riconciliazione tra le parti sia reale e profonda e non rimanga sulla carta. “Il cessate il fuoco  - afferma - è spesso anche un cessare delle parole tra le società. Il problema è che smettiamo di sparare e smettiamo anche di parlare”. “L'incontro con le istituzioni – ha sottolineato il presidente dell’associazione Rondine Franco Vaccari - sia oggi il primo passo di quel manifesto cheMaria ed Elmira ci hanno consegnato per una condivisione: le istituzioni e le persone semplici possano saldarsi in un'impresa nuova e vincente per portare un po' di pace del mondo”. 

 “Purtroppo nessuno sa nulla del lavoro di queste associazioni, perché la violenza occupa sempre le prime pagine e invece dovremo concentrarci sulle storie di speranza che arrivano da associazioni come questa”. Queste le parole accorate di Noa che nel suo intervento ha richiamato ognuno al ruolo di responsabilità nel mantenimento della pace, a partire dalle Istituzioni, raccontando della storia di migranti della sua famiglia si origine yemenita e l’alto prezzo che nella sua carriera ha pagato per aver scelto di sostenere la pace e il dialogo. Un doppio intervento il suo da tempo amica e testimonial dell’associazione, che si è esibita nello spettacolo Dissonanze in Accordo che ha visto una sala piena presso l’Espace Menuhindel Parlamento.

 

“Dissonanze in accordo” è un racconto che vuole accompagnare tutti noi verso il superamento del conflitto, guidarci dalla consapevolezza della guerra e alla sua soluzione verso la pace.  Uno spettacolo di grande impatto che ha dato voce alle storie degli studenti di Rondine Cittadella della Pace dimostrando come il nemico possa diventare un compagno di vita con cui costruire insieme un futuro di pace. Un viaggio di intense emozioni sottolineato dall'incontro con la musica grazie all’Ensemble Rondineun’orchestra diretta dal M° Renato Serio e costituita da 20 giovani musicisti italiani ed internazionali.

Una storia che si ripete nel corso dei secoli: queste testimonianze, infatti, anche se molto vicine nel tempo, ci riportano attraverso il ricordo, ai giorni del primo conflitto mondiale e poi al secondo allargandosi poi a tutti i luoghi di conflitto del pianeta, dal microcosmo della famiglia, fino alla dimensione più ampia del “popolo contro popolo”.

“Perché il destino esiste, ma esiste anche la speranza di poterlo superare” afferma Miloŝ (serbo) protagonista insieme a Raz (israeliano), Maria (armena), Sultan (pakistano), di questa storia di rifiuto dell'odio e della vendetta.

Video (ANSA NEWS)

 

 

 

RASSEGNA STAMPA

 

 

RASSEGNA STAMPA COMPLETA - Rondine al Parlamento europeo di Bruxelles