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Emergenza Ebola, Rondine è vicina alle Rondini d’Oro della Sierra Leone

 

 

“Siamo molto preoccupati per le nostre Rondini d’Oro che vivono in Sierra Leone e vogliamo far sentire loro tutta la nostra vicinanza in questo momento drammatico che mette a rischio la loro incolumità, quelle delle loro famiglie e di tutto il popolo sierraleonese”. Franco Vaccari presidente di Rondine Cittadella della Pace parla a nome di tutta l’associazione che lavora con i giovani della Sierra Leone dal 2002 per contribuire alla risoluzione del conflitto nato dalla rivalità delle diverse tribù e che in hanno portato ad una logorante  guerra civile durata oltre dieci anni.  Oggi il paese si trova ad affrontare l’ebola, la peggiore epidemia della storia nell’Africa occidentale. “Una nuova piaga oggi affligge questo popolo ai noi caro – continua Vaccari - e in questo momento non possiamo che portare il sostegno di tutti noi a questa gente, già afflitta dalla guerra, affinchè possa trovare la forza per affrontare questa nuova drammatica emergenza”.  Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), negli ultimi cinque mesi sono morte 672 persone infettate dal virus: i casi registrati sono in tutto 1.201. I paesi colpiti sono la Sierra Leone, la Liberia e soprattutto la Guinea, dove si è registrato il maggior numero di morti. Mai nella storia l’ebola aveva fatto così tanti morti. La situazione peggiora di giorno in giorno, soprattutto in Liberia e Sierra Leone dove le strutture sanitarie sono molto arretrate e i governi non sono in grado di controllare il territorio. Non esistono inoltre strutture sanitarie al confine tra i vari paesi, né sono state create strutture di contenimento. “La situazione è davvero molto grave - ci scrive Baio, uno degli  ex studenti sierraleonesi di Rondine -  soprattutto nella parte est e sud del paese, dove le persone muoiono ogni giorno a causa della malattia. Adesso, il mio distretto, Koinadugu e altri due sono gli unici distretti in cui non sono stati dichiarati casi di Ebola. Al momento, il presidente Ernest Bai Koroma, ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria nel paese e siamo tutti molto preoccupati circa l'epidemia. Vogliamo chiedere a tutti voi di pregare per il nostro paese – continua Baio - in modo che Dio possa intervenire nel nostro problema”. “Siamo in un periodo molto pericoloso – conferma Tony, altro ex studente della Sierra Leone - secondo me, la malattia Ebola è pericolosa più della guerra civile che avevamo. Adesso, Sono a Makeni. La malattia Ebola è già arrivata a Kambia e Makeni. Sono molto preoccupato per la mia famiglia a Kambia. Kambia è una città troppo vicina alle frontiere della Guinea, da dove la malattia Ebola ha cominciato a diffondersi. Intanto, ricordateci nelle vostre preghiere”.

 

Nella foto:  Tony, Rondine d'Oro sierraleonese

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