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“Quando il mio nemico diventa un amico”. Franco Vaccari e l’esperienza di Rondine a Fly for Peace

Ultima modifica il Sabato, 19 Luglio 2014 11:34
Pubblicato Sabato, 19 Luglio 2014 11:34
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E’ stato  Franco Vaccari, presidente di Rondine Cittadella della Pace a chiudere la prima giornata dei “Dialoghi di pace” di Fly for Peace al centro di studi internazionali “Ettore Majorana” di Erice, portando la testimonianza di Rondine che da quasi vent’anni  lavora per la promozione del dialogo e la cultura della pace attraverso lo Studentato Internazionale dove giovani provenienti da luoghi di conflitto  vivono insieme al proprio nemico, per imparare a costruire insieme un nuovo orizzonte di pace. Tema dell’intervento “Mare di una pedagogia di pace” attraverso il quale Vaccari ha declinato l’esperienza di Rondine a partire proprio dai giovani e dal bisogno di investire sulla loro formazione in una società sempre più dilaniata dal conflitto in tutte le sue forme da quello armato a quello interpersonale. “I giovani vanno accolti senza retorica – esordisce il presidente di Rondine - perché possono arrivare molto prima dove gli adulti non possono arrivare, imparando a vivere insieme e rovesciando quell’etichetta di nemici che ha loro consegnato la storia. L’esperienza di Rondine racconta che le giovani generazioni che provengono da Paesi che stanno attraversando o hanno vissuto un conflitto più o meno recente e che a casa loro non hanno modo di incontrarsi, toccarsi, confrontarsi, qui  in due anni di convivenza nella Cittadella della Pace, riescono gradualmente a trasformare questa storia di inimicizia in storia di amicizia. Il tempo prolungato della convivenza infatti – continua Vaccari - va oltra l’emozione dell’incontro, che ad esempio può avvenire in un campus di pochi giorni, un’emozione che lascia subito il posto all’amarezza di aver intuito una possibilità che però non ha dato modo di diventare una trasformazione reale”.

Un’esperienza quella di Rondine  che affianca la convivenza nella quotidianità al percorso accademico a quello formativo diventando un “percorso totale” che coinvolge il privato, all’interno del quale il conflitto viene affrontato insieme al dolore e alla rabbia che si porta dietro, per riuscire a superarlo: “Il dolore è vissuto come unico e incomprensibile da tutti noi - spiega Vaccari- come un carcere che però a Rondine piano piano si scioglie. Si capisce che se ne può parlare, condividerlo  e superarlo. Nella comunità la potenza distruttiva del dolore viene gestita e trasformata”. E’ così che superando il passato si può tornare a pensare al futuro: “Il progetto forte è quello di mettere il polo del futuro davanti alle altre dimensioni per capire se quel futuro sognato insieme si può realizzare. Allora arriva la domanda: cosa posso fare io? Si apre la via della relazione concreta. Il tema vero della conoscenza e dell’amicizia intesa come virtù pubblica su cui si può fondare una nuova società civile ”.

La Cittadella della Pace è la testimonianza che l’amicizia tra nemici è possibile: “Rondine prepara i giovani al giorno in cui tra due paesi in conflitto arriverà la firma di un trattato di pace – racconta Vaccari citando le parole di un giovane che ha da poco terminato il suo percorso, diventando Rondine d’Oro ovvero ambasciatore del messaggio di pace di Rondine nel mondo -  quando la pace sulla carta dovrà diventare concreta e due popoli a lungo avvelenati dell’odio dovranno imparare a vivere insieme.”

Un processo che arriva alla piena consapevolezza nel momento del distacco, quando colui che era un nemico e con cui si è condiviso un lungo percorso prende la sua strada e si allontana; così Vaccari analizza la dimensione affettiva della mancanza dell’altro: “L’amico manca per la pienezza della propria felicità, il nemico è colui che ostacola la mia realizzazione. Quando si arriva a provare la mancanza per colui che era un nemico ci si rende conto che è avvenuto il rovesciamento e quindi che il cambiamento è possibile. L’idea stessa del nemico è una costruzione nata da una relazione malata che si può rovesciare. I giovani di rondine ci insegnano che è possibile, che si può superare l’odio che si può abbracciare il nemico e scoprire in lui un amico con cui costruire insieme un futuro nuovo”.

Saranno proprio gli studenti di Rondine a portare la loro esperienza diretta della loro convivenza nella cornice di Fly for Peace attraverso lo spettacolo/testimonianza “Dissonanze in Accordo” in scena questa sera, sabato 19 luglio, alle ore 23 nell’ambito della serata che si terrà al Villaggio della Pace allestito a Piazza Vittorio Emanuele a Trapani.

Molto più che uno spettacolo Dissonanze in Accordo è un viaggio che unisce la visual art alla musica strumentale del Rondine Ensemble  che esegue brani celebri tratti dalle colonne sonore di film legati al tema della guerra, raccontando il lavoro che giorno per giorno si costruisce per la risoluzione dei conflitti alla Cittadella della Pace situata sulle rive dell’Arno, nel cuore della Toscana.