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"Credere all'impossibile"

“Nello spirito dell’incontro del 1986 c’è la radice profonda della nostra associazione e per noi è una grande gioia tornare ad Assisi”. Lo dichiara al SIR Franco Vaccari, presidente dell’associazione “Rondine – Cittadella della pace”, che mercoledì 26 ottobre è stato invitato ad Assisi, nella cattedrale di San Rufino, a portare la sua testimonianza all’interno di un incontro preparatorio per la Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo, che si terrà domani. Dal 1997 “Rondine” ha aperto uno “Studentato internazionale”, dove sono ospitati giovani di cultura e confessioni religiose differenti e che provengono da Paesi in conflitto o reduci da guerre. L’intervento di Vaccari è stato preceduto da un momento di preghiera introduttiva guidato da mons. Domenico Sorrentino, vescovo della diocesi di Assisi–Nocera Umbra–Gualdo Tadino, e da Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose. Al termine l’artista Rossella Vasta e la coreografa Jacqulyn Buglisi offriranno una performance artistica dal titolo “Table of Silence Project” sulla piazza antistante la cattedrale; dopo cena si è svolta una veglia di preghiera animata dai giovani delle diocesi umbre.

Vaccari, come ha influito l’incontro di Assisi con lo sviluppo dell’associazione?
“L’invito a portare la nostra testimonianza ci ha fatto un immenso piacere per l’attestato di stima e di affetto verso una realtà come quella di ‘Rondine’ che comincia tutta la sua storia dalla Giornata di Assisi del 1986 e dal mese successivo in cui andammo per la prima volta in Russia. Grazie anche a un musical proprio sulla vita di san Francesco, che proponemmo successivamente nell’allora Unione Sovietica, nacquero delle relazioni di amicizia che ci portarono all’impegno per la tregua, durante la guerra russo-cecena, nel 1995, e poi alla successiva apertura dello Studentato internazionale, nel 1997, per accogliere cinque studenti provenienti dalla Cecenia e dalla Russia. In questi 25 anni, grazie allo ‘spirito di Assisi’, ‘Rondine’ ha fatto un lungo cammino e oggi è una grande gioia tornare. E poi saremo con Enzo Bianchi, e quindi si tratterà di un incontro con un monaco e un laico, che attingono a due esperienze diverse, la comunità monastica e una cittadella internazionale, entrambe però impegnate sul fronte del dialogo e della riconciliazione”. 

Nello Studentato internazionale ci sono giovani che provengono da Paesi, lingue, culture e religioni diverse: come riescono a convivere insieme?
“Sull’impronta dell’evento di Assisi del 1986, così bello, di un’umanità compiuta, quasi, che si presentava al cospetto di Dio, ‘Rondine’ ha costruito la sua cittadella. Abbiamo giovani di varie Confessioni cristiane, provenienti dalla Russia, dalla Romania, dalla Sierra Leone, dalla Palestina, ma ci sono studenti anche delle altre grandi religioni monoteiste, ebrei, musulmani e ultimamente indù. Certo la vita quotidiana tra persone di diverse religioni non è sempre facile, tante volte c’è la tentazione di smettere, perché questo dialogo così profondo è faticoso. Ma se ognuno è lì in nome di Dio, Egli ci può far trovare la via del dialogo. E se non troviamo la via della pace non è colpa di Dio, ma semmai dobbiamo guardarci nel profondo delle nostre coscienze”. 

Lei ha detto che lo “spirito di Assisi” ha “forgiato” la vostra associazione: a distanza di anni cosa porta “Rondine” ad Assisi?
“Io vorrei offrire la testimonianza non di un’organizzazione, ma di una storia ‘viva’, la realizzazione di ciò che si riteneva impossibile. Sorprendente come fu sorprendente la giornata di Assisi del 1986. Pochi ci credevano, in quell’iniziativa, che invece testimonia la grandezza di Giovanni Paolo II, tutta la forza della sua fede: era un Papa che ci ha educato a credere all’impossibile e ad attingere alla forza delle religioni, che possono realizzare l’impossibile. È stato questo spirito che ci ha portato a riscoprire l’altro grande luogo francescano, La Verna, dove abbiamo organizzato la prima marcia interreligiosa, nel 1987. A La Verna abbiamo portato anche la Conferenza di pace dei popoli del Caucaso, nel 2009, da cui è scaturito un documento che poi, l’anno successivo, abbiamo consegnato alle autorità dei Paesi dall’area”.

Avete cominciato con la Russia, la Cecenia e il Caucaso, ma oggi ci sono altri Paesi e zone di conflitto: pensate d’intervenire nei nuovi scenari?
“Oggi ci stiamo affacciando sulla sponda Sud del Mediterraneo e abbiamo i primi giovani che verranno dall’Egitto: metteremo insieme giovani musulmani e giovani cristiani copti e latini. La nostra speranza è di riuscire a ‘esportare’ il metodo di ‘Rondine’ anche in quest’area”.

Simona Mengascini


(intervista tratta da agensir.it)

 

 

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