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"L'uomo di Lione". L'ensemble di Rondine in scena la Sacra Rappresentazione di Franco Vaccari e Maurizio Schoepflin per le celebrazioni di Papa Gregorio X

Ultima modifica il Giovedì, 22 Maggio 2014 12:33
Pubblicato Sabato, 17 Maggio 2014 12:12
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Giovedì 22 maggio alle 21, nella Pieve di Santa Maria, si terrà una Sacra Rappresentazione dal titolo “L’uomo di Lione”, di Maurizio Schoepflin e Franco Vaccari. In scena, la Libera Accademia del Teatro di Arezzo, l’Ensemble di Rondine, diretto dal maestro Francesco Traversi e l’insieme vocale Vox Cordis diretto dal nostro maestro Lorenzo Donati: la regia dell’opera è di Amina Kovacevich.

La rappresentazione rientra nella tre giorni dedicata al III centenario dalla Beatificazione di Papa Gregorio X, un Convegno storico internazionale, in programma da giovedì 22 a sabato 24 maggio, presso il Palazzo Vescovile di Arezzo.

Nel 1976 ad Arezzo furono organizzati una molteplicità di eventi per ricordare il settimo centenario della morte di Papa Gregorio X, avvenuta nella nostra città. Nella multiforme vivacità culturale ed ecclesiale di quegli anni il teatro aveva un posto non secondario. Fu così che il vescovo di allora, monsignor Giovanni Telesforo Cioli, incaricò un gruppo di giovanissimi appassionati di teatro - il nome era "Risonanze" e il posizionamento era la parrocchia del sacro Cuore - di scrivere un testo che ricordasse la figura del grande papa e di rappresentarlo. Con Maurizio Schoepflin scrivemmo il testo e con gli altri, tra cui è doveroso ricordare il coro di Serravalle, diretto da don Walter Iacomoni, lo rappresentammo.

Una pieve gremita per due sere accolse questo evento con generosità ed entusiasmo, ben oltre le aspettative e, anche grazie a questo piccolo contributo, l'Uomo di Lione tornò a vivere in modo più consapevole nella coscienza degli aretini.

Studiare quella figura, in quegli anni verdi della vita ci fece sognare: un pontefice che fu coerente col nome: ponti tra città e fazioni, ponti tra chiese scismatiche, ponti con l'oriente, ponti tra cultura e teologia....toccava corde profonde... Ma forse non dovrebbe esserci bisogno degli anni verdi per desiderare di costruire ponti e abbattere muri.....

Oggi, sulla cattedra di Donato, il nostro arcivescovo Riccardo riprende e rilancia quell'antico magistero in efficace sintonia col magistero romano di Papa Francesco e vuole che la figura di Papa Gregorio sia riletta e apprezzata con diverse modalità di approccio.

Così altri giovani artisti aretini hanno ripreso quel testo del 1975, quasi dimenticato, lo hanno liberamente rielaborato e questa sera ci offrono parola, canto, luci e musica per coinvolgerci nuovamente nell'avventura di un uomo che è, in fondo, ancora oggi, l'avventura della chiesa.

Franco Vaccari

 

Convegno internazionale ad Arezzo
III centenario dalla Beatificazione di Papa Gregorio X
22, 23, 24 maggio 2014

 

Gregorio X Pontefice tra Occidente e Orienteè il tema dell’evento cui parteciperanno decine di studiosi dall’Europa e dalla Cina, è il culmine delle celebrazioni avviate il 10 gennaio scorso, in occasione del III Centenario dalla Beatificazione di Gregorio X (1210 - 1276), voluta da Papa Clemente XI alla fine del 1713.
L’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Arezzo, che ne porta il nome per volontà del Card. Bassetti, in collaborazione con la Fondazione CISAM (Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo), ha promosso tre giornate di studio per approfondire l’opera di quel Papa che ha lasciato un segno profondo nella Chiesa e che, morendo in Arezzo, donò i fondi necessari perché si costruisse l’attuale Cattedrale accanto alla gente, come anche oggi dice Papa Francesco, cioè dentro le mura, così che e i Vescovi aretini non rimanessero più nel loro castello al Pionta.
Il Convegno dedicato al fondatore del Duomo esprime la riconoscenza per quel Papa che fu il primo a impegnarsi perché Gerusalemme fosse da tutti riconosciuta “Città Santa” per ebrei musulmani e cristiani. Nel suo breve pontificato (1271-1276) per primo fece pace con Bisanzio, aprì relazioni con il Kublai Khan dei Cinesi, riformò i costumi, allora corrotti, all’interno della Chiesa.
Gregorio X, fu anche il primo a scomunicare gli usurai e manifestò una speciale sensibilità verso i poveri, fondando l’Elemosineria Apostolica, perché il papato provvedesse direttamente  a chi era nel bisogno. Si adoperò infine perché i liberi comuni della Toscana fossero in pace tra loro, favorendo così il nuovo ordinamento politico, che si estese successivamente alle altre regioni italiane.
Il convegno è stato realizzato sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, della Regione Toscana, del Comune e della Provincia di Arezzo e con la collaborazione della Soprintendenza di Arezzo.
In occasione del convegno sono state messe a disposizione 10 borse di studio. Cinque di esse sono state date a giovani studiosi cinesi.
Gregorio X, uomo di grandi aperture e del dialogo è un testimone della cultura aretina prima della sconfitta di Campaldino (1289), capace di relazioni con il Nord Europa e i popoli emergenti, nell’Alto Medio Evo.

 

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