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Il Ministero della Difesa incontra la Cittadella della Pace

 

 

Rondine si riconferma luogo di dialogo e di grande apertura, dove il confronto avviene a tutti i livelli arrivando a coinvolgere le più alte cariche istituzionali. Dopo il recente incontro con la Vicepresidente alla Camera del Deputati, l’On. Marina Sereni, ieri la Cittadella della Pace ha ricevuto un’altra visita di una delle più alte cariche dello Stato, quella dell’On. Domenico Rossi, Generale di corpo d'armata dell'Esercito Italiano e già Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, nominato sottosegretario alla Difesa del governo Renzi il 28 febbraio 2014 scorso.

Il sottosegretario Rossi, già in città in occasione di un evento celebrativo promosso dalla Provincia di Arezzo, nel pomeriggio di ieri, giovedì 13 marzo 2014 ha visitato la Cittadella della Pace accompagnato dal presidente Franco Vaccari e dagli studenti che hanno illustrato al Generale i luoghi e la storia della Cittadella, a partire dalla Lapide dei Caduti dal forte valore simbolico, su cui si fonda la mission della Cittadella. La lapide dei sei giovani partirti da Rondine per la Prima Guerra Mondiale e che non sono mai tornati, con cui ogni giovane che al contrario arriva a Rondine dai luoghi di guerra si confronta. In quella lapide sta tutto il programma di Rondine, rovesciare quella lapide, rovesciare il percorso di quei giovani, significa “rovesciare la Storia”, a cominciare dalla storia delle persone.

“Gli adulti e gli anziani fanno più fatica a dimenticare a perdonare – ha detto il Generale rivolgendosi agli studenti di Rondine - sta ai giovani come voi trovare quelle parole che gli adulti fanno più fatica a trovare, per continuare a diffondere un messaggio di pace. Per questo voglio complimentarmi con voi, perché il vostro impegno è encomiabile”.

Molte le domande fatte dai giovani dello Studentato Internazionale al Generale che con semplicità ha saputo raccontare l’esperienza dell’esercito e la sua scelta della partecipazione alla vita militare: “C’è un adagio che recita: i più grandi pacifisti sono i militari – afferma il sottosegretario Rossi –Può sembrare una contraddizione ma in effetti sono i primi a mettere a rischio la propria vita per difendere gli altri. Oggi il ruolo dell’esercito è molto cambiato in Italia – continua il Generale – non si avverte un imminente pericolo per la popolazione ma l’impegno dei militari è rivolto a far rispettare i diritti civili dei popoli più deboli, a portare il proprio contributo ai civili nelle missioni di pace.

Io ho cominciato la mia carriera negli anni 70 quando il mondo era diviso in due blocchi contrapposti e sembrava impossibile superare quella situazione – racconta il sottosegretario Rossi - ma dopo la caduta del muro di Berlino quegli stessi nemici si sono trovati a dialogare allo stesso tavolo. Questo è il messaggio di speranza che voglio lasciarvi: tutto può cambiare!

Al di là di ogni ideologia, Rondine apre il dialogo al Ministero della Difesa accogliendo un militare proprio nel luogo dove ogni giorno giovani provenienti da luoghi di conflitto imparano a conoscere il proprio nemico per costruire insieme nuovi ponti di pace. Un’incontro ha voluto concretamente aprire un tavolo di confronto in merito al conflitto e alle sue implicazioni nel panorama internazionale e che è stato un momento di alta formazione per gli studenti di Rondine, nell’ottica del loro futuro impegno nella trasformazione del conflitto dei loro Paesi. 

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