Scegliamo giovani che rifiutano la guerra per diventare leader di domani

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“Ci troveremo a vivere l'impossibile...” L’incontro con gli amici dell'Azione cattolica della diocesi di Fermo

 

La scoperta di Rondine attraverso le parole di Sara Salciccia che insieme agli amici dell'Azione cattolica della diocesi di Fermo ha incontrato i giovani dello Studentato Internazionale sabato 9 novembre.

 


“Ci troveremo a vivere l'impossibile...
...Le domande rimbalzano da un neurone all'altro! Quelle che mi accompagnano tornando a casa saranno le stesse che i ragazzi di Rondine si sono posti risalendo verso questo piccolo borgo vicino Arezzo?
Non è facile immaginarsi la loro vita, il loro provenire da un paese tutt'ora in guerra in cui un muro manifesta il loro odio reciproco o da un luogo in cui la diffidenza interiore, la rabbia, il rancore impediscono loro di oltrepassare il confine.
Forse si può essere in bilico tra il senso di impotenza nel combattere qualcosa di più grande di noi e la volontà invece di mettersi in gioco in prima persona per aiutare il proprio paese a dialogare con il 'così vicino e così lontano'.
L'impatto... L'arrivo e il proprio nemico davanti a noi, venuto a prenderci in stazione! 'Semplici' istruzioni per vivere sotto lo stesso tetto: la condivisione! 1, 2, 3 anni, a seconda del percorso universitario. Ma di quel nemico, ci dicono, prima mal sopportato, si impara a guardare non solo la bandiera, ma la persona.
E come avviene questo cambiamento? Quando, Come? E cosa scatta? 15155 km in linea d'aria... Qualcuno in più di strada per scoprire che non possiamo trovare una risposta! Non si sa come avviene il cambiamento. Si cambia ed è un dono!
Troviamo ad accoglierci una ragazza armena, una delle 'nuove': ci racconta che nel loro paese crescono nell'odio verso il proprio nemico e lo ereditano dalle generazioni precedenti, mentre oggi ciò che loro vogliono è costruire relazioni solide senza mai arrendersi. Un ragazzo pakistano, uno dei 'vecchi', aggiunge che per lui il cambiamento è avvenuto e basta. Lui non sa cosa sia successo, ma la sua iniziale nemica, 'la ragazza indiana', grazie alle lunghe chiacchierate, è diventata una persona con cui confrontarsi e trovare il modo di trasformate i punti si scontro in punti di incontro.
E il risultato è il profondo abbraccio in cui si stringono i nuovi 'abitanti' di Rondine dopo aver abbattuto quel confine tanto invisibile quanto potente e pericoloso, un confine che, nel proprio paese,  li aveva divisi.
Franco Vaccari, presidente di Rondine, ci indirizza in questo viaggio invitandoci a 'spegnere tutto' e a non distrarci da chi abbiamo davanti perché l'incontro con l'altro passa proprio dal guardarsi negli occhi, nel dialogo vero e prolungato. La possibilità di cambiare è nelle lunghe chiacchierate con quella persona che va cercata nella vita reale e non nella rete. La rete è utile per trovare informazioni, le persone reali per condividerle! Lo stare insieme ci porta a costruire una comunità che sostiene e protegge la persona che non è una individualità indistinta e anonima ma il coinquilino di una casa comune!
Ogni anno il gruppo di studenti cambia e i ragazzi ci raccontano che sono sempre sottoposti alla fatica di lasciar andare chi è ormai proprio amico e accogliere qualcun altro con cui costruire una nuova amicizia: 'anima della vita civile e politica'.
...Si tocca il tasto della politica e subito la mente vola alla realtà che ci circonda, al desiderio quasi immediato di voler portare i leader 'politici' proprio qui dove non c'è spazio per lo scoraggiamento né per la convinzione che solo andando via si riuscirà a sopravvivere ad una situazione troppo disastrosa per poter essere risolta, troppo ingarbugliata, troppo dolorosa...
Eppure è proprio qui che, concretamente, una tale mentalità viene cambiata! Ma come? Aspettando che gli altri cambino? Che smettano di creare problemi? Che smettano di ostacolarci? Ma soprattutto: questo cambiamento possiamo ottenerlo combattendo una guerra ad oltranza? NO!
A Rondine non si aspetta l'altro, ma si fa il primo passo per accogliere l'altro! Non ci si arrende allo smarrimento del periodo di crisi, ma si lavora per portare un messaggio di speranza! Non si pensa né che sia troppo tardi né che non si è abbastanza importanti per contribuire al cambiamento. Nel '77 hanno iniziato con le care vecchie 5000 Lire questa impresa e non con l'appoggio di chissà quale alta carica di Stato!
Lo possiamo fare da soli? No! Tutti insieme si contribuisce fattivamente a risolvere una situazione critica, a vedere l'altro come alleato piuttosto che un ostacolo, a sostenerlo e proteggerlo. Insieme ci si incoraggia!
E come in tutte le 'grandi famiglie', anche in questa 'piccola' cittadella internazionale ci sono state delle ferite, ma la cosa bella è scoprire che a poco a poco esse si sono rimarginate con il contributo quotidiano di ognuno di loro, fino a volere alle proprie spalle a proteggerci proprio quel nemico che la situazione in cui si è nati e cresciuti ci aveva insegnato ad odiare.
È la sorpresa del cambiamento che ci portiamo a casa lungo la superstrada, consapevoli che siamo proprio noi i primi a dover cambiare e creare lo spazio per un incontro autentico e non inquinato da sentimenti distruttivi.
Le relazioni sono talmente preziose che le persone con le quali le viviamo vanno protette e le proprie vite coinvolte, immaginandoci in una grande lavatrice in cui essere strizzati e stropicciati, per aprirci verso un nuovo orizzonte di liberazione e libertà di espressione in cui le differenze sono valorizzate e tra loro 'accordate'.
Forse il segreto sarà dietro l'oblo' della loro comune, unica lavatrice? Questo potete scoprirlo solo andando a trovarli! Buon Viaggio!”

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