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Il dialogo tra la Santa Sede e Israele passa da Rondine: l’incontro dell’Ambasciatore Zion Evrony con gli studenti della Cittadella della Pace

 

“Complimenti al progetto di Rondine, che lavora coi giovani, perché sono fondamentali per la risoluzione del conflitto” Son state parole di grande apprezzamento quelle dell’Ambasciatore di Israele presso la Santa Sede, S.E.  Zion Evrony che oggi martedì 5 novembre ha incontrato i giovani dello Studentato Internazionale. L’Associazione Rondine Cittadella della Pace ancora una volta si afferma come luogo elettivo per il dialogo tra le culture e le religioni attraverso visite di prestigio da parte di autorità e istituzioni internazionali.

L’ambasciatore  ha visitato la Cittadella, accompagnato dal presidente Franco Vaccari e dagli studenti,  a partire dai luoghi di condivisione e di studio fino al Museo di Rondine che conserva oggetti e opere che rappresentano le culture dei giovani che hanno vissuto a Rondine. A seguire  S.E.  Zion Evrony  ha tenuto un incontro-dibattito con gli studenti presso la Sala Gioconda dove è stato affrontato il tema delle relazioni tra Israele e Santa Sede e il ruolo dei giovani nella promozione del dialogo.

E’ un grande onore per noi ospitarla – ha esordito il presidente Franco Vaccari in apertura dell’incontro – Per noi oggi è un motivo di confronto importante. Rondine ha un forte legame con la Santa Sede, ma soprattutto crediamo che tutti i capi religiosi debbano essere alla testa di movimenti in cui si professa la pace.

“Apprezzo molto il lavoro svolto da Rondine, per la pace e il dialogo, perché favorisce l’incontro il contatto tra giovani che provengono da Paesi in conflitto, una vera conoscenza dell’altro – ha sottolineato l’ambasciatore - Parlare con tanti giovani che si impegnano per la pace è un piacere. Sono qui per parlare delle relazioni fra Israele e il Vaticano, il dialogo interreligioso e il ruolo dei giovani per promuovere il dialogo. – continua Sua Eccellenza - Le nostre relazioni col Vaticano sono uniche, perché sono coinvolti interessi politici fra due Stati, ma anche i rapporti tra due grandi religioni”.

Evrony in carica da poco più di un anno ha quindi parlato della trattativa tra Israele e Santa Sede nella quale è stato determinante per i significativi progressi che in questo ultimo periodo sono emersi sul fronte dei negoziati tra le parti. Una trattativa che si avvicina ad un momento estremamente significativo, quella delprossimo incontro plenario che si terrà a gennaio del 2014 a Gerusalemme. Proprio nell’anniversario dei vent’anni dalla sottoscrizione dell'accordo con cui i due Stati siglarono il reciproco riconoscimento nel 1993, potrebbe quindi arrivare il raggiungimento dell’accordo, questione sulla quale l’ambasciatore ha espresso un forte ottimismo.

“I giovani hanno un ruolo importante nel dialogo interreligioso e contro il razzismo - continua l’ambasciatore rivolgendosi ai giovani - le relazioni fra Israele e la Santa Sede sono basati sulla fiducia reciproca. Le delegazioni dei negoziati hanno avuto l’onore di essere ricevuti da Papa Francesco. Il Papa porta un messaggio universale di modestia, attenzione per i poveri, cura per l’ambiente e la pace. Il Papa dice: “Per le nostre radici comuni, un cristiano non può essere antisemita”. I giovani hanno il dovere di raccogliere il messaggio di promotori di pace. Sono convinto che siano più le cose che ci uniscono, piuttosto che quelle che ci divino. Il mondo avrà sempre bisogno di fede e di speranza, avrà sempre bisogno del contributo delle nuove generazioni”.

S.E.  Zion Evronyha  quindi affrontato il tema dei trattati di pace in Medio Oriente: “Sono felice che le negoziazioni tra Israele e Palestina siano ricominciati. Per quanto riguarda l’educazione alla pace, bisognerebbe impararla dai primi studi di ogni persona. Lavorando ad un livello superiore come fa Rondine che svolge un grande lavoro”.

Ancora una volta i giovani dello studentato internazionale di Rondine si sono trovati a confrontarsi con una personalità di grande spessore dello scenario internazionale che contribuirà alla loro formazione portando la sua visione e la sua esperienza nell’ambito delle relazioni tra due realtà come quella del Vaticano e di Israele, su tematiche epocali e di grande attualità come quelle che intercorrono tra le due grandi religioni monoteiste che rappresentano, il Cristianesimo e l’Ebraismo. Un’esperienza che si porteranno con se nel faticoso cammino per la costruzione della pace nei loro Paesi quando torneranno nelle loro terre come leader, ambasciatori di un messaggio di pace.

Un’esperienza concreta quella di Rondine che l’ambasciatore ha deciso di conoscere di persona per lato valore del progetto che da quasi vent’anni porta avanti sul fronte della cooperazione internazionale e la costruzione del dialogo tra i popoli.

L’ambasciatore ha quindi  condiviso il pranzo conviviale con gli studenti e lo staff di Rondine sperimentando di persona il clima di condivisione e multiculturalità dello Studentato.  

 

L'intervista realizzata da Tsd per la trasmissione Terra Santa Link

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