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“Cambiate voi stessi e cambierete il mondo!” Il messaggio di Rondine agli studenti di Arezzo

Ultima modifica il Lunedì, 07 Ottobre 2013 17:08
Pubblicato Mercoledì, 02 Ottobre 2013 17:08
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Durante la Giornata internazionale della nonviolenza proclamata dall’Onu per ricordare la figura e il pensiero di un altro maestro della nonviolenza, il Mahatma Gandhi, i giovani dello Studentato Internazionale di Rondine hanno incontrato i ragazzi delle terze classi del Liceo Classico F. Petrarca presso la Casa delle Culture di Arezzo per raccontare la loro scelta di venire nella Cittadella della pace per scoprire la persona che si cela dietro il loro nemico. All’iniziativa, che rientra nell’ambito della Settimana per la Pace 2013, promossa dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani hanno preso parte anche il presidente e fondatore di Rondine, Franco Vaccari e l’assessore all’integrazione del Comune di Arezzo, Stefania Magi che ha portato i saluti istituzionali. “La pace va percorsa, con un impegno costante e serio, che parte nei luoghi dove viviamo, le città, le scuole – ha dichiarato l’assessore – Il Comune con il Liceo Classico e Rondine celebra la giornata della nonviolenza, dedicata a Gandhi: rifiutare la violenza non vuol dire arrendersi, ma imparare a lottare con l’arma della non violenza, più potente di qualsiasi arma di distruzione – conclude la Magi -  in un luogo scelto non a caso, la Casa delle Culture sede privilegiata di incontro e dialogo nella nostra città”.

“L’inimicizia è una malattia, una costruzione malata che avvelena i rapporti delle persone” ha esordito Vaccari raccontando la mission di Rondine come sia nata questa esperienza sedici anni fa quando per la prima volta un russo e un ceceno hanno scelto di vivere insieme. “Quando questi giovani arrivano a Rondine hanno la testa piena dei pregiudizi. Noi oggi possiamo scegliere se uscire da questa logica e bloccare il meccanismo. La nostra è una storia di persone normali che hanno scelto di incontrare l’altro. Noi vogliamo rovesciare la storia, vogliamo cambiare il mondo e possiamo farlo cominciando a cambiare noi stessi”. Da 16 anni arrivano giovani da tutto il mondo che vogliono vincere questa sfida. Scelgono di cambiare il punto di vista che li vede nemici perché lo ha deciso la storia. Tra di loro Rabee, palestinese, Agharahim, azerbaigiano e Tony sierraleonese che hanno raccontato la propria esperienza del conflitto e la scelta di incontrare l’altro,  testimonianza di un ideale vissuto concretamente.

Dal primo incontro con l’israeliano Noham, alla costruzione del dialogo che si è trasformata in amicizia. Questo il racconto di Rabee  e la sorpresa nello scoprire quanto due popoli nemici come i loro in realtà siano così simili “Dopo l’ultimo scontro di Gaza abbiamo pregato insieme per  i nostri cari, ognuno nella propria lingua e religione. Lì abbiamo capito che Rondine è vera, che il cambiamento era avvenuto”.

 Tony ha raccontato l’esperienza della guerra civile tra le tredici tribù della Sierra Leone a causa del quale ha perso il padre da bambino.  Oggi anche grazie a Rondine la voglia di vendetta e il dolore hanno lasciato il posta alla speranza: “Allora era difficile credere che sarebbe stato possibile vivere in pace – dice Tony -  A poco a poco la mia mente è cambiata, grazie alla civiltà dell’amore”.

“Immaginate che ogni giorno qualcuno vi parli male di un vostro amico e che questo si ripeta per anni. Questo è quello che succede in Azerbaigian nei confronti degli armeni”. II potere delle propaganda è stato al centro del racconto di Agharahim agli studenti: “La propaganda è quella cosa che soffia sul fuoco dell’odio, cercate di conoscere le persone prima di credere negli stereotipi e siate parte di questo cambiamento!”

Testimonianze forti esempi di vite che cambiano il mondo, questo il patrimonio consegnato nelle mani dei ragazzi del Liceo classico di Arezzo che hanno seguito con grande interesse ponendo numerose domande ai giovani di Rondine.