Scegliamo giovani che rifiutano la guerra per diventare leader di domani

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Anche l’ambasciatore De Mistura interviene al Forum Internazionale di Cagliari

 

 

“Non vi fermate, le rivoluzioni cambiano la storia! Questo il forte messaggio che l’ambasciatore Staffan de Mistura, già sottogretario e viceministro agli Affari Esteri, inviato speciale del Governo Letta per il caso Marò in India, ha consegnato ai giovani di Rondine Cittadella della Pace provenienti dalla Sponda Sud in collegamento con il Forum Internazionale “Due sponde, un futuro: la Sardegna al centro di nuove opportunità di sviluppo nel Mediterraneo” incentrato su della cooperazione internazionale e dell'associazionismo locale che si è tenuto a Cagliari il 30 settembre 2013 presso la Sala Consiliare di Palazzo Regio, promosso da Rondine Cittadella della Pace e dalla Provincia di Cagliari in stretta collaborazione con le realtà istituzionali e sociali del territorio. L’ambasciatore si è collegato da Palazzo Chigi, nonostante la complessa situazione legata alla crisi di Governo. De Mistura ha voluto trovare del tempo per parlare con Amira, Suhaib, Alleadin, Sameh, Ahmed, Merna, Chayma, Zied, i testimoni delle Primavere, i giovani che hanno deciso di cambiare il futuro del loro Paese e hanno scelto Rondine per farlo. “Sono felice di essere parte di questo momento che state realizzando – dice de Mistura salutando i giovani – La rivoluzione francese insegna che i risultati arrivano dopo molto tempo, dopo momenti di grande confusione ma sono movimenti che cambiano la storia irreversibilmente, come una ventata d’aria fresca che entra in una stanza soppianta l’aria stantia che vi si trovava in precedenza”. Continuare a lottare per i loro diritti e per i loro Paesi questo il messaggio dell’ambasciatore che non ha mancato con coloro che possono cambiare il futuro del Mediterraneo: “Non c’è alternativa che accompagnare la democrazia in questi Paesi – conclude de Mistura dopo il racconto della sua personale esperienza della nascita della prime proteste in Tunisia - per questo vedo con grande favore le vostre iniziative nel tentativo di cercare una strada comune per sostenere il nuovo attraverso il superamento del conflitto e attraverso la cooperazione”.

 

 

Progettare nuove rotte di sviluppo economico per la Sardegna, isola al centro del Mediterraneo in un ottica di cooperazione con i Paesi della Sponda Sud. Proprio questo infatti l’obiettivo che si sono dati i giovani che sono stati i veri protagonisti del Forum Internazionale: i giovani professionisti sardi  partecipanti al progetto “Tra.. mare incontri: conflitto-sviluppo-innovazione” insieme ai giovani provenienti dai Paesi delle Primavere Arabe partecipanti al progetto  di Rondine “Una nuova classe dirigente per la Sponda sud del Mediterraneo” hanno aperto un tavolo di lavoro costruttivo e proficuo  con autorità istituzionali, esperti nazionali e internazionali, giovani imprenditori portatori di innovazione e rappresentanti di associazioni locali impegnate nel sociale e nella tutela dei diritti umani. Un’opportunità concreta per la dimostrazione di buone pratiche e la condivisione di risorse e opportunità in vista di una cooperazione mirata allo sviluppo locale di tutta l’area mediterranea.

“Scommessa e conflitto queste le due parole che sintetizzano il mio rapporto con Rondine e Rondine ha deciso di scommettere su di me come scommette sui giovani da 15 anni.  - così Luca Foschi, giornalista dell’Unione Sarda nelle vesti di moderatore del Forum internazionale di Cagliari ha aperto i lavori introducendo Franco Vaccari, presidente di Rondine Cittadella della Pace che ha presentato l’associazione e i progetti che sostiene: “Questi popoli della Sponda Sud che sono così vicini e così simili ma hanno bisogno della nostra collaborazione per creare un ponte a partire dall’amicizia, che è una virtù civica e pubblica. La nostra scommessa – continua Vaccari - è la costruzione del lavoro. Senza l’anima, un’idea, la fiducia, le leggi migliori non costruiranno posti di lavoro. Il nostro clima di formazione e condivisione ha messo insieme i giovani sardi e quelli della Sponda Sud perché possano andare oltre questo periodo di crisi, affinché attraverso le relazioni autentiche sorrette da adulti esperti che credono in loro possono creare economia”.

Marta Ecca, già assessore  alle Politiche Giovanili della Provincia di Cagliari ha quindi raccontato la nascita del progetto “Tra.. mare incontri”  realizzato grazie al sostegno di  Provincia di Cagliari, Fondazione CON IL SUD, Fondazione Banco di Sardegna, Fondazione Adele e Giuseppe Baracchi e la Conferenza Episcopale italiana – Servizio Nazionale per il Progetto Culturale. “Questa collaborazione con Rondine – ha esordito la Ecca - è stata impostata sulla condivisione, con il fine comune di mettere la Sardegna al centro di un progetto per lo sviluppo del territorio che è passato prima di tutto dalla formazione dei giovani e dalla conoscenza dell’altro, dai giovani di Rondine che vengono da tutto il mondo. Grazie al progetto “Tra..mare incontri” 20 giovani sardi hanno fatto un campus formativo a Rondine. Questo forum è la restituzione di tutto il lavoro svolto in tutti questi anni e soprattutto nell’ultimo anno e spero sia solo l’inizio di una lunga collaborazione che coinvolga anche tutte le realtà del territorio”

 

Una storia che ora ha messo le sue radici in Sardegna attraverso il passaggio di testimone ai giovani sardi che hanno avviato un percorso maturo e consapevole mirato allo sviluppo della loro terra, protagonista dei cambiamenti del Mediterraneo

“Noi abbiamo sostenuto questi  progetti con la consapevolezza che le esperienze di questi giovani potessero essere una ricchezza per il nostro territorio – ha dichiarato Moreno Pisano, presidente della Consulta Provinciale dei Giovani di Cagliari - per questo abbiamo sostenuto un intenso programma su questi temi, credendo profondamente che i giovani di Cagliari abbiano il diritto di conoscere e confrontarsi su queste tematiche”

 

Dopo l’intervento di Liliana Saiu, Cattedra di Politica Internazionale dell’Università degli Studi di Cagliari che ha elogiato il progetto di Rondine si è aperta la prima sessione del Forum, dal titolo Per una nuova cooperazione internazionale tra i Paesi del Mediterraneo.

Adel Beshay, professore di Economia presso l’American University of Cairo è intervenuto in merito alle nuove relazioni economiche in Egitto: “Dopo la rivoluzione arrivata nel 2011 è arrivata anche una nuova spinta da parte dei giovani. Oggi la creatività sta emergendo. L’Egitto ora si sta muovendo in avanti”.

 

 Sempre dall’Egitto,l’imprenditoreTarek Abo Al Hassan,  si èrivolto direttamente ai giovani: “Per favore non permettete a nessuno di struggere i vostri sogni. Dobbiamo avere fiducia negli altri come dice Franco Vaccari – conclude l’imprenditore - Ho parlato con i giovani della Sardegna a vorrei instaurare un rapporto di collaborazione qui, voglio lavorare in un workshop perché questi progetti si realizzino.”

 

Suhaib Bogermapartecipante della Libia al progetto “Una nuova classe dirigente per la Sponda Sud del Mediterraneo”,  è intervenuto sul tema Un ponte tra le due sponde per lo scambio interculturale e la formazione dei giovani sardi e libici: “Il mio paese ha delle risorse, ma non ha la possibilità di utilizzarle. Potremmo fare inter-cultura, dando la possibilità a molti studenti in tutto il mondo per scambiarsi esperienze. Vorrei lanciare un forte messaggio a tutto il mondo – continua Suhaib - fermiamo la guerra in fretta e cooperiamo insieme per lo sviluppo della pace nei nostri Paesi”.

 

“La cooperazione con l’Italia sarà uno dei punti più forti di questo programma che dal mio Governo viene considerato uno dei punti importanti del mio Ministro. – dice Salma El Mahdy, ricercatrice economica presso il Dipartimento Affari Europei del Ministero per la cooperazione internazionale d'Egitto - L’Egitto e l’Italia sono partner importanti e vogliamo sviluppare la parte economica insieme. Abbiamo sviluppato nuove opportunità di lavoro che servono per uno sviluppo, soprattutto in zone come la Sardegna che hanno grandi margini di crescita”.

 

 Raimondo Schiavone, presidente di Assadakah Sardegna, Centro italo-arabo e del Mediterraneo  e autore di “Siria, quello che i media non dicono” ha presentato il lavoro e i progetti del Centro. “La Sardegna è una federazione internazionale che ha due fronti operativi: uno più giornalistico e informativo, l’altro più sul versante della cooperazione – ha dichiarato - Abbiamo una visione chiara. Non vogliamo stare in mezzo, ma vogliamo rappresentare la pace e per farlo non possiamo stare nel mezzo”.

 

Merna Thomas, partecipante egiziana al progetto “Sponda Sud” ha parlato dell’importanza dell’arte e la cultura per lo sviluppo locale: “Dopo la rivoluzione la cultura e l’arte sono state usate dai giovani per aiutare a vincere le paure della gente e soprattutto delle donne. Tutte queste iniziative culturali hanno provato che la vera rivoluzione è del cuore e non è la rivoluzione dei proiettili”. 

 

Chayma Riahi,partecipante della Tunisia al progetto “Sponda Sud” è intervenuta sul tema della diffamazione e della violenza on line affermando che “In Tunisia stanno cambiando le leggi e con il tempo incrementano il conflitto. Sono inappropriate. La trasparenza nella comunicazione è un bisogno. Internet è diventato il più importante strumento per comunicare e noi abbiamo bisogno di cambiare le leggi che lo regolano”.

 

Amira Ibrahem Elraghy, egiziana partecipante al progetto Sponda Sud ha parlato dei progetti relativi agli spazi pubblici: “Vorrei parlare dell’occupazione dello spazio pubblico. Perché non viene usato? Perché alcuni spazi vengono abbandonati? Perché il governo li tiene per sé? Credo che ci siano molte idee che potrebbero portare molti benefici. Ho fatto molti progetti come attivista in Egitto. Possiamo usare questi spazi pubblici per altri progetti che sono utili alla società”.

A seguire l’intervento di Silvia Piras partecipante sarda al progetto “Tra… mare incontri”: “Con i giovani di Sponda sud, abbiamo trovato punti di vicinanza e tante ambizioni in comune. Sono arrivata a queste conclusioni: le mie ambizioni personali sono quella di non emigrare, voglio seminare sul mio territorio. Voglio rimanere qua, ma essere inclusiva. Fonderemo un’associazione, che si occuperà di cooperazione internazionale. La mescolanza di culture è una risorsa, non un pericolo”.

 

La seconda sessione è stata invece incentrata sul lavoro delle ONG e delle Associazioni nel territorio per un’analisi del lavoro svolto e la progettazione dello sviluppo locale. Su questi temi sono intervenuti Marcello Porceddu, responsabile settore progettazione Caritas Diocesana di Cagliari che ha illustrato il modello di accoglienza per gli stranieri della Caritas;Clara Corda, vicepresidente dell’Associazione Aidos Sardegna, che ha relazionato sul lavoro delle mediatrici culturali per l’emancipazione delle donne straniere; Moreno Pisano, presidente della Consulta Provinciale dei Giovani di Cagliari, ha proposto un intervento sulle prospettive per i giovani del Sud della Sardegna.

 

Infine per gli esempi di buone pratiche locali e internazionali a confronto, hanno portato la loro testimonianzaAlice Soru, responsabile progetto “Open Campus”,Simonetta Caredda, presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di commercio di Cagliari; Michele Montis, presidente dell’Associazione Tdm 2000; Stefania Russo presidente della Cooperativa Sicomoro;Marta Chessa, Panta rei Sardegna, Progetto Marinando.

 

Durante la giornata è stato inoltre possibile ascoltare il contributi di Osama Benkhial, membro del consiglio dell’ONG “Bokra Youth Organization“ in collegamento via Skype da Bengasi.

Le conclusioni affidate a Franco Vaccari presidente dell’associazione Rondine hanno chiuso il Forum di Cagliari “Quest’esperienza di Sponda sud, è meravigliosa. Stiamo incontrando dei giovani che stanno mettendo insieme le loro vite. Il patto che ci facciamo stasera è quello che non ci lasceremo. Vi invito a Rondine per mescolare questa voglia di vita e di speranza che abbiamo – continua Vaccari - Abbiamo deciso di fare deserto. Perché i giovani europei ormai sono persi, depressi, impauriti e hanno bisogno di un luogo dove non ci sono parole, non ci sono consigli, ma ci siamo solo noi stessi. Un luogo dove toccare il fondo e ricominciare: il deserto”.

 

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