Scegliamo giovani che rifiutano la guerra per diventare leader di domani

Tutte le news

I giovani sardi protagonisti del futuro del Mediterraneo

 

 

(Sassari, 28 settembre 2013). Progettare nuove rotte di sviluppo economico per la Sardegna, isola al centro del Mediterraneo in un ottica di cooperazione con i Paesi della Sponda Sud. Questo l’obiettivo che si sono dati i giovani che sono stati i veri protagonisti del Forum Internazionale “Due sponde, un futuro: la Sardegna al centro di nuove opportunità di sviluppo nel Mediterraneo” che si è tenuto a Sassari il 28 settembre 2013 presso la Sala dei Cento della Camera di Commercio, promosso da Rondine Cittadella della Pace in stretta collaborazione con le realtà istituzionali e sociali del territorio. I giovani professionisti sardi  partecipanti al progetto “Tra.. mare incontri: conflitto-sviluppo-innovazione” insieme ai giovani provenienti dai Paesi delle Primavere Arabe partecipanti al progetto  di Rondine “Una nuova classe dirigente per la Sponda sud del Mediterraneo” hanno aperto un tavolo d lavoro costruttivo e proficuo  con autorità istituzionali, esperti nazionali e internazionali, giovani imprenditori portatori di innovazione e rappresentanti di associazioni locali impegnate nel sociale e nella tutela dei diritti umani. Un’opportunità concreta per la dimostrazione di buone pratiche e la condivisione di risorse e opportunità in vista di una cooperazione mirata allo sviluppo locale di tutta l’area mediterranea.

Dopo i saluti istituzionali di Gavino Sini, presidente Camera di Commercio di Sassari, professor Francesco Soddu, consigliere d’amministrazione del Banco di Sardegna e del professor Piero Sanna, dell’Università di Sassari, Franco Vaccari, presidente di Rondine Cittadella della Pace ha presentato l’associazione e Valeria Stera una delle giovani sarde ha raccontato l’esperienza del progetto “Tra.. mare incontri” che sisvolge  in partnership con l’'Associazione Primavera onlus ed è stato realizzato grazie al sostegno della Fondazione CON IL SUD, Camera di Commercio del Nord Sardegna, Fondazione Banco di Sardegna, Provincia di Sassari, Fondazione Adele e Giuseppe Baracchi e la Conferenza Episcopale italiana – Servizio Nazionale per il Progetto Culturale. “Rondine è l’esperienza di questi giovani che vogliono rovesciare la propria vita – ha esordito Vaccari - creando una cultura che eroda la dinamica di inimicizia. Rondine è nata perché un russo e un ceceno accettarono la sfida di dormire insieme. E’ nata così. Stasera se siamo qua, è per una storia di amicizia che continua a crescere”. Una storia che ora ha messo le sue radici in Sardegna attraverso il passaggio di testimone ai giovani sardi che hanno avviato un percorso maturo e consapevole mirato allo sviluppo della loro terra, protagonista dei cambiamenti del Mediterraneo “Vogliamo trovare modi di cooperare! – le parole della giovane sarda Sara Pisu - Noi sardi abbiamo avuto l’opportunità di conoscere dei giovani provenienti dalle primavere arabe e abbiamo scoperto di avere molto in comune. Insieme possiamo creare nuove opportunità di sviluppo per la Sardegna e per i loro paesi”.

 

La prima sessione del forum, moderato dal giornalistaLuca Foschi, collaboratore dell’Unione Sarda e inviato nei Paesi di guerra, dal titolo Cooperare nel Mediterraneo: insieme per un futuro sostenibilesi è aperta conRiccardo Migliori, già presidente dell’assemblea parlamentare dell’OSCE: “Cos’è il mediterraneo? Un piccolo lago, dove passa un terzo dei beni che si producono al mondo – questa la riflessione di Migliori - La rivoluzione tunisina è una luce vera. L’Occidente questa rivoluzione deve supportarla, non sopportarla!  Ma quali sono le nostre proposte? Non dobbiamo arrivare a costruire un’area euro-mediterranea perché lo sviluppo dell’Africa del nord aiuta lo sviluppo anche della parte settentrionale del Mediterraneo”.

Giovanni Cocco, ricercatore di Relazioni Internazionali presso l’Università di Sassari ha condiviso una ricostruzione storica delle rivoluzioni nel Mediterraneo dal 2011 a oggi tracciando un percorso per la risoluzione dei conflitti: “140.000 morti: queste sono le vittime che queste rivoluzioni hanno creato. Note positive, la presenza dei giovani e la virtualità. Facebook e twitter sono armi forti per combattere una stasi di tipo politico. Altro elemento importante: l’Europa – conclude Cocco -  Io ritengo che uno dei punti importanti per cercare un incontro interculturale e interreligioso, sia lanciare il cuore oltre l’ostacolo: far si che la Turchia entri a tutti gli effetti nell’unione europea”.

Tema rilanciato daDaniele Sanna, assessore alle Politiche sociali, giovanili, culturali, della salute e alle Pari opportunità, cheha posto il problema della mancanza di una politica europea comune per la Sponda Sud: “Ci siamo ritrovati negli ultimi mesi ad affrontare la questione siriana e ci siamo resi conto che ogni Paese europeo ha una posizione diversa. Per portare la pace, dobbiamo iniziare ad avere una posizione comune”.

E’ stato quindi il momento del primo dei giovani del progetto “Sponda Sud” Ahmed Okasha dall’Egitto: “Sono qui per studiare lo sviluppo locale e la buona governance. I giovani come noi sono un investimento e oggi siamo qui per questa grande opportunità: guardateci e ricordate le nostre facce, noi siamo i leader del futuro, scommettete su di noi!”

Il partenariato Euro-Mediterraneo è stato il tema affrontato da Enrico Granara, ministro Plenipotenziario, Ministero italiano degli Affari Esteri: “Dobbiamo passare al Mediterraneo dei progetti! L’Italia ha sempre avuto un ruolo importante nel dialogo fra nord e sud. Oggi ci sono nuove opportunità e nuove sfide. Fin dall’inizio delle rivolte, abbiamo lavorato per la ridefinizione dei nostri rapporti e l’abbiamo fatto a partire dai valori condivisi. Ma la strada della democrazia e una strada piena di rischi e di insidie. Quindi come prima cosa, dobbiamo ravvivare le loro economie e facendolo rispettando le loro autonomia”.

Adel Beshay, professore di Economia presso l’American University of Cairo, ha parlato delle relazioni economiche dell’Egitto e le prospettive di sviluppo: “Sono molto contento di essere stato invitato da Rondine, perché incontrandoci si possono condividere le prospettive. La cultura egiziana è un po’ paternalistica: i vecchi sanno sicuramente più e meglio dei giovani. Ma Rondine ci fa vedere che i giovani non hanno paura del futuro. Guardando al passato – conclude Beshay -vediamo chiaramente che abbiamo fatto degli errori. La politica futura sarà fortemente influenzata dai giovani. Un nuovo approccio alla politica darà un impatto vero all’economia”.

 "Per favore non chiamatele primavere arabe! - così ha esordito Leila Ben Salah, giornalista italo-tunisina in un intervento incentrato sul ruolo delle donne arabe nella rivoluzione - e neanche rivolta dei gelsomini, perché abbiamo sentito l'odore del sangue e non quello esotico dei gelsomini. Abbiamo voluto restituire le storie delle donne della rivoluzione, col libro “Ferite di parole”. Il libro è piuttosto critico su come hanno gestito le Primavere arabe, gli organi di stampa occidentale. Ci sono stati soprusi, storie difficili e crude che devono essere conosciute".

Quindi ancora la parola ai giovani con l’intervento di Sameh Yahiaoui dalla Tunisia, partecipante al progetto “Sponda Sud”: “Io ho vissuto la rivoluzione come un momento surreale. Rivolevo la libertà e sconfiggere il regime. Una delle opportunità che ho potuto avere è la mia presenza qua per imparare nuove cose con la mia presenza qua in Italia. Uno dei modi per raggiungere la prosperità credo che sia lo sviluppo locale. Le donne hanno sempre lavorato all’interno delle mura domestiche per colpa del Regime e per questo hanno partecipato alla rivoluzione. Io voglio aiutare le donne a essere indipendenti con un progetto sul settore tessile. L’indipendenza delle donne non sarebbe di certo solamente economica, ma anche di tipo morale”.

Aleaddin Tantush partecipante al progetto “Sonda Sud” ha parlato della situazione del suo paese, la Libia: "Ovviamente i libici hanno pagato molto per questa rivoluzione, questa rivoluzione non è basata sulla fame e povertà, essa si basa su diritti, la dignità, il bisogno di libertà e un futuro migliore. Dopo tutti questi sacrifici, abbiamo avuto finalmente le nostre prime elezioni  e l’80% dei libici avevano una carta elettorale,  la partecipazione delle donne è stata del 50%  alle ultime elezioni, mentre prima pochissimi partecipavano alle votazioni."

La seconda sessione è stata invece incentrata su Economia e sviluppo: prospettive per il rilancio del Mediterraneo. Su questi temi è intervenuto Gavino Sini, presidenteCamera di Commercio Nord Sardegna, “Non possiamo parlare di economia se non parliamo anche di qualità della vita, un valore aggiunto ai meri beni materiali. Abbiamo bisogno di costruire reti per la produzione di questo valore aggiunto. Noi volgiamo farlo abbattendo gli elementi di sfiducia, costruendo ponti di relazioni perché l’economia cammini e si creino rapporti di scambio. Se vogliamo costruire qualcosa di duraturo e efficace, dobbiamo passare anche attraverso i giovani trasmettendo una serie di valori oltre che di competenze. – conclude Sini - Per questo abbiamo creduto nel progetto di Rondine”.

 Khaled Ben Jemaa, vicepresidente Camera di Commercio Italo-Tunisina ha portato una relazione sulle nuove possibilità di investimenti tra Italia e Tunisia analizzando la situazione attuale del suo Paese: “La Tunisia quest’anno ha accolto circa 5.000 turisti. Dal 2012 abbiamo avuto 4 milioni di turisti. E alla fine del 2014 contiamo di arriva a 6 milioni. In Tunisia ci sono molte aziende italiane che non hanno lasciato la Tunisia dopo la rivoluzione. La camera di commercio italo tunisina, conta circa 1000 adepti. E’ nata nel 1994 e funziona molto bene”.

Un’analisi ripresa da Zied Tijani, studente tunisino della Sponda Sud che ha tracciato nuove rotte economiche sul Mediterraneo: “Fra la Tunisia e la Sardegna ci sono molti punti in comune: disoccupazione, giovani laureati inoccupati. Immaginiamo insieme se possiamo stabilire una piattaforma fra i porti più importanti. Un triangolo per la trasformazione delle materie prime che possa  ridefinire i prezzi per tornare concorrenziali”.

Tarek Abo Al Hassan, Imprenditore egiziano, Human Capital Builder ha manifestato il suo interesse per il progetto di Rondine nella sua relazione su imprenditoria e capitale umano: “Non mi sarei mai aspettato di incontrare così tante persone piene di vita e motivate così. Quindi anche se non vediamo la fine di questo percorso, noi dobbiamo credere in Rondine e in Sponda Sud con la sua idea di sviluppare competenze e formazione, perché saranno cose del genere che creeranno lavoro”.

 “Viviamo un conflitto forte fra cambiamento e conservazione. Quando invece la tradizione e le diversità, sono un grande motore di sviluppo”. Così ha chiosato Giammario Senes, Gruppo di Azione Locale (GAL) Logudoro Goceano, a margine della sua proposta per lo sviluppo del territorio attraverso innovative strategie. Dopo la presentazione delle esperienze concrete di  Gabriele Littera, presidente SARDEXe di Roberta Saba, di Edilana, azienda del polo produttivo per la bioedilizia, la Casa VerdeCO.0’ Valeria Stera, partecipante sarda al progetto ha concluso lanciando l’obiettivo di questi giovani è di costituire una nuova associazione in Sardegna  per portare avanti progetti di cooperazione con la Sponda sud. “In questo percorso abbiamo cercato di capire cosa serve come potremo collaborare con le realtà del territorio, quale può essere modello associativo migliore per dare un futuro alla nostra terra, costruendo una serie di relazioni in Sardegna e con i Paesi della Sponda sud”. Le conclusioni affidate a Franco Vaccari presidente dell’associazione Rondine hanno chiuso il Forum che tornerà a Cagliari il 30 settembre alle 16 presso la Sala consiliare della Provincia di Cagliari con una nuova sessione sulla cooperazione internazionale.

خرید vpn خرید کریو خرید کریو دانلود فیلم خارجی دانلود فیلم خرید vpn دانلود فیلم خرید vpn خرید vpn خرید کریو