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"Live from Primavera Araba!" arriva a Sassari

Ultima modifica il Mercoledì, 25 Settembre 2013 17:01
Pubblicato Martedì, 17 Settembre 2013 14:38
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(Sassari, 17 settembre 2013). Presentata questa mattina presso la Sala dei Cento della Camera di Commercio Sassari l’anteprima del Forum Internazionale “Due sponde, un futuro: la Sardegna al centro di nuove opportunità di sviluppo nel Mediterraneo” che si terrà a Sassari il 28 settembre e il 30 a Cagliari.

L’evento promosso dall’associazione Rondine Cittadella della Pace insieme alla Provincia e alla Camera di Commercio di Sassari rientra nel progetto “Tra.. mare incontri: conflitto-sviluppo-innovazione” il quale prevede una serie di azioni di promozione della pace e integrazione nel territorio sardo oltre ad azioni che portino sviluppo d'impresa in Sardegna.

L’incontro è stato caratterizzato da un approfondimento di forte attualità sulla situazione della Sponda Sud del Mediterraneo, attraverso le testimonianze dei giovani provenienti da Egitto, Libia e Tunisia, partecipanti al progetto “Una nuova classe dirigente per la Sponda Sud del Mediterraneo”.

La sessione è stata introdotta da parte di Stefano Marinelli, dell’Ufficio Relazioni Internazionali di Rondine che ha presentato l’attività dell’associazione toscana che da anni opera per la risoluzione del conflitto attraverso l’esperienza dello Studentato Internazionale dove giovani provenienti da Paesi di guerra convivono e condividono un percorso di studio e di crescita. Tra questi, i giovani provenienti da Egitto Libia e Tunisia partecipanti al progetto di alta formazione “Una nuova classe dirigente per la Sponda Sud del Mediteraneo”.

“Il conflitto è il cancro peggiore della società e quello che fa Rondine è di provare a gestirlo  affrontandolo, cercando di aprire una finestra sulla visione del nemico”. Con queste parole Gavino Sini, Presidente della Camera di Commercio di Sassari, partner del progetto sardo di Rondine, ha aperto la sessione. "Noi abbiamo creduto in questo progetto  da subito e continuiamo a farlo nonostante le difficoltà. Noi oggi siamo qui per ascoltare le testimonianze di questi giovani e per conoscere la loro esperienza e il loro punto di vista. Noi dobbiamo cercare di costruire una rete che protegga dai rischi che porta il conflitto”.

 

Valeria Stera e Sara Pisu due delle giovani sarde coinvolte nel progetto hanno quindi raccontato la propria esperienza presentando l’obiettivo del Forum.  “Vogliamo trovare modi per cooperare” queste semplici parole sintetizzano un lungo percorso che ha portato 20 giovani professionisti sardi partecipare ad un campus formativo ad Arezzo dove Rondine Cittadella della Pace, associazione no-profit che lavora per la risoluzione del conflitto, mette a disposizione i propri metodi di formazione in un progetto incentrato sulla convivenza di culture diverse, consegnando ai giovani della Sardegna e a quelli della Sponda Sud, nuovi ed efficaci strumenti per lo sviluppo dei propri Paesi attraverso innovativi processi di collaborazione. “Noi sardi abbiamo avuto opportunità di conoscere questi giovani provenienti dalle Primavere Arabe nello specifico Egitto, Libia e Tunisia e abbiamo scoperto di avere molto in comune. Insieme possiamo creare nuove opportunità di sviluppo per la Sardegna e per i loro Paesi”. L’obiettivo di questi giovani è di costituire una nuova associazione in Sardegna  per portare avanti progetti di cooperazione e di sviluppo economico con la Sponda sud. “Stiamo cercando di capire cosa serve  - continua Valeria - quali realtà ci sono e come potremo collaborare insieme, quale può essere modello associativo migliore per dare un futuro alla nostra terra”.  Valeria Stera a nome di tutti i giovani del progetto ha quindi sottolineato l’importanza del “fare rete” con il territorio costruendo una serie di relazioni in Sardegna ma anche fuori e magari un giorno aprendo la collaborazione a tutti i Paesi della Sponda sud".

Anche i giovani di Sponda Sud hanno quindi presentato le proprie esperienze a partire da Alaeddin Tantush ingegnere informatico proveniente dalla Libia. “Prima della rivoluzione non c'era la società civile in Libia, e non avevo nemmeno sentito parlare di questa parola! Dopo la rivoluzione molte ONG sono state  fondate ed hanno iniziato a lavorare in Libia, per questo abbiamo creduto che loro fossero in grado di cambiare il nostro Paese!” Per questo Alaeddin ha deciso di lavorare con una ONG chiamata "1Libya" come volontario e ha coordinato progetti molto interessanti con l'UNICEF, Scout e il ministero degli Affari Esteri. “Ora sono a Rondine per vivere un'esperienza unica che mi aiuterà a sviluppare le mie competenze, a migliorare le mie capacità e aumentare la mia consapevolezza. La maggior parte dei libici hanno opinioni positive dell'occidente, soprattutto dopo il sostegno internazionale per la rivoluzione della Libia. L'occidente sembra avere una grande opportunità per costruire forti legami bilaterali, connessioni tra le persone, ridurre l'appello all' estremismo, e contribuire alla costruzione  socio-economica in molte aree".

Quindi in collegamento dalla Tunisia è intervenuta Souad Yacoubi, tunisina di 24 anni, attivista in rete partecipante al primo anno di “Sponda Sud” che insieme a Sameh Yahiaoui, anche lei tunisina attualmente nel gruppo di Sponda Sud, ha raccontato il clima attuale delle numerose manifestazioni in Tunisia “Le proteste in corso in questi giorni hanno le stese motivazione di quelle del 2011, ovvero si chiede libertà, giustizia e benessere economico. Il Governo entrato in carica non ha risolto niente e le proteste sono ancora più forti e si è aggiunta anche la protesta contro terrorismo  degli estremisti che hanno già ucciso due politici, leader dell’opposizione e i protestanti accusano il Governo di avere ruolo passivo del terrorismo”. Questa la visione di Souad e Sameh che tuttavia rassicurano: “Le proteste tuttavia continuano ad essere pacifiche e non crediamo che diventeranno violente”.

 

Molto diversa la situazione in Egitto, come ci spiega, Wail Gzoly, attivista blogger egiziano in collegamnto dal Cairodove il forte potere dell’esercito ha un ruolo determinante nello scenario politico e le proteste hanno assunto i contorni di una guerra civile: “Siamo preoccupati. Morsi non ha fatto belle cose e non sappiamo realmente cosa è successo, la gente attende dei cambiamenti. Non c’è stato nessun cambiamento dopo Mubarak. Quello che è successo a Morsi, è ancora peggio rispetto a quello che è successo a Mubarak. E difficile capire quali siano le coalizioni e la gente aspetta di vedere chi sarà capace di guidare realmente il Paese, non ci fidiamo di nessuno. Non c’è lavoro, né liberta e neanche cibo, pane o uguaglianza. Gli ultimi due mesi è stato detto che quello che è successo è un golpe e non una rivoluzione. Seguo le proteste da giornalista, il mio lavoro, e vediamo cosa succederà".

 

 “Da quando sono in Italia – dice Amira El-Raghy arrivata a Rondine il 29 giugno poco prima della grande manifestazione che ha deposto Morsi e ha avviato la fase transizione violenta - ho condiviso molte cose con molte persone sia della Sponda Sud che dello staff e con il gruppo della Sardegna e ho scoperto molte vicinanze tra questa terra e l’Egitto sia dal punto di vista culturale che sociale ed  economico e credo che il Forum sarà un’opportunità per mettere a confronto le nostre esperienze per fare emergere soluzioni per costruire un futuro migliore”

 

Queste le tematiche che saranno approfondite durante il Forum che si svilupperà in due sessioni e  si terrà a Sassari presso la Sala dei Cento della Camera di Commercio, sabato 28 settembre dalle ore 16.30 e sarà incentrato sul tema dell'economia e dello sviluppo locale in un'ottica di collaborazione tra i Paesi del Sud del Mediterraneo.

Il tema centrale della tavola rotonda di Cagliari, promossa insieme alla collaborazione della Provincia, che si terrà presso la sala Consiliare del Palazzo Regio dalle ore 16.30, sarà invece quello della cooperazione internazionale e dell'associazionismo locale.

A questi eventi prenderanno parte autorità istituzionali, esperti nazionali e internazionali, giovani imprenditori portatori di innovazione e rappresentanti di associazioni locali impegnate nel sociale e nella tutela dei diritti umani che si alterneranno alle testimonianze dei giovani partecipanti al progetto provenienti dalla Tunisia, dall’Egitto e dalla Libia.

 

Il Forum Internazionale è realizzato all’interno del progetto “Tra.. mare incontri: conflitto-sviluppo-innovazione” che si svolge  in partnership con l’'Associazione Primavera onlus di Alghero, capofila del progetto, è inoltre reso possibile grazie al sostegno della Fondazione CON IL SUD, nata dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato per promuovere l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno, ovvero favorire percorsi di coesione sociale per lo sviluppo. Il progetto inoltre ha visto diversi partner co-finanziatori tra cui  Camera di Commercio del Nord Sardegna, Fondazione Banco di Sardegna, Provincia di Sassari, Fondazione Adele e Giuseppe Baracchi e la Conferenza Episcopale italiana –Servizio Nazionale per il Progetto Culturale.

 

Intervista a Gavino Sini, presidente Camera Commercio Sassari. (TeleGi)