Scegliamo giovani che rifiutano la guerra per diventare leader di domani

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“Crisi, rivoluzioni, speranze: quale futuro per il Mediterraneo?”

(Arezzo, 12 luglio 2013). Si è aperto questa mattina presso la Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo il simposio internazionale per inaugurare la seconda edizione di “Una nuova Classe dirigente per la Sponda Sud del Mediterraneo” il progetto promosso da Rondine Cittadella della Pace in collaborazione con il Servizio nazionale della CEI per il progetto culturale,  dedicato ai giovani provenienti Egitto, Libia e Tunisia. Un percorso di alta formazione per formare i futuri leader delle Primavere Arabe. Durante l'evento sono stati affrontati temi relativi alle recenti dinamiche della fase di transizione che investe tutta l'area mediterranea, tra la crisi finanziaria, le amministrazioni del post-Primavere Arabe, la diffusione di proteste di piazza in altri Paesi mantenendo costante l'attenzione sull'attualità delle complesse transizioni democratiche a due anni di distanza dalle Primavere Arabe. Un tavolo cui hanno preso parte rappresentanti del mondo accademico, diplomatico, religioso, economico, che hanno affrontato la complessità di tali argomenti secondo diversi approcci e punti di vista e arricchiti dalle testimonianze dirette dei giovani che hanno vissuto le Primavere Arabe attraverso in prima persona.La prima sessione dal titolo “Crisi, rivoluzioni, speranze: quale futuro per il Mediterraneo?” è stata aperta da Alessandro Garuglieri, Responsabile area formazione di Rondine Cittadella della Pace che ha presentato il progetto: “Rondine come associazione da 15 anni s’impegna nella costruzione della pace e del dialogo, ci piace pensare che Rondine sia un’opportunità. Noi non pensiamo di insegnare - continua Garuglieri - ma di crescere insieme. Rondine offre l’esperienza dello studentato, che ha un messaggio profondo, che è quello di vedere oltre le cose. L’Italia può essere un ponte fra il mondo arabo,  il mondo occidentale ed quello europeo attraverso l’incontro di varie culture. Questi sei mesi daranno ai giovani della “Sponda sud” una marcia in più per i propri progetti personali, ma soprattutto per i progetti dei loro Paesi.

 

Un progetto accolto con entusiasmo anche dalle istituzioni locali nelle persone di Roberto Vasai, Presidente Provincia di Arezzo e Francesco Romizi, Assessore alle politiche giovanili del Comune di Arezzo che hanno sottolineato come Rondine sia una delle pochissime realtà locali che proiettano Arezzo nel mondo, facendo crescere la città attraverso una fitta rete relazione di alto profilo sia dal punto di vista istituzionale, politico e accademico.  

Non è mancato il saluto dei partner sostenitori a partire da Umberto Febbraro, communication manager di Banca Etruria che ha rimarcato il valore del lavoro di Rondine  nella formazione di una nuova classe dirigente che un giorno possa portare un nuovo equilibrio a livello internazionale.

Tana de Zulueta, giornalista di fama internazionale e Presidente Comitato Italiano UNRWA in veste di moderatrice ha  quindi aperto ufficialmente i lavori introducendo gli studenti di Sponda Sud:  “Questi giovani hanno una straordinaria fortuna, essere protagonisti di un momento di grande trasformazione, essere testimoni di questo passaggio. Ho avuto modo di conoscerli e devo dire che emerge subito la loro voglia di acquisire conoscenze per essere parte della ricostruzione del loro Paese”. Tana de Zulueta  ha inoltre sottolineato l’importanza della degli studi promossi da Rondine in particolare in relazione alla governance a livello locale: “E’ importante per la crescita sana di una nazione la forza delle organizzazioni locali  e questo è un punto di eccellenza italiana dalla quale potranno imparare tanto, a partire dalla realtà di Rondine a quella di Trento, e creare un giorno a loro volta realtà simili e costruire relazioni con l’Italia. Grazie a Rondine questi giovani saranno i protagonisti del futuro”.

Ecco quindi le voci dei giovani  partecipanti: Ahmed dall’Egitto che ha raccontato il suo percorso e come è arrivato a Rondine “Vorrei creare un sistema di governance in Egitto – ha detto con uno sguardo fiducioso verso il futuro -per questo sono qui oggi”. Si è quindi presentata Maria, studentessa armena dello Studentato Internazionale di Rondine, che ha portato la testimonianza della situazione della sua Terra di provenienza raccontando quanto ancora sia complessa la convivenza di tante diverse identità nel Caucaso. “Rondine - ha detto -invece ci consente di celebrare le nostre diversità e questo ci aiuta a crescere”.

Ha preso quindi la parola il presidente di Rondine, Franco Vaccari chiedendo prima i tutto un minuto di silenzio per tutte le vittime inghiottite dal Mediterraneo “una tomba che non permette neanche di scrivere il nome - queste le sue parole - ma noi volgiamo volare sopra le acque non farci inghiottire. Questi giovani sono qui per vivere. Siamo qui per ricostruire la fiducia, per costruire insieme un mondo nuovo. L’uomo rischia di perdersi nell’individualismo o sparire nella massa. A Rondine si lavora con la persona e la comunità, qui la libertà è un fattore fondamentale.A Rondine prima viene la persona, poi viene la bandiera”. Vaccari ha quindi ricordato la responsabilità di ognuno di noi nei complessi processi politici e istituzionali che spesso ci sembrano lontani ed estranei alle nostre vite: “Noi non possiamo stare a guardare ma dobbiamo creare ponti di fiducia, relazioni di amicizia, perché nel momento in cui le turbolenze si fermeranno, queste relazioni saranno fondamentali per la ricostruzione del futuro. Noi crediamo che costruire relazioni di fiducia, sia sviluppo, in tutte le sue dimensione: anche politico ed economico”.

E’ quindi intervenutoFranco Rizzi: “Ho sentito qualcosa di veramente importante mentre venivo qui: i visionari possono veramente cambiare il mondo – così il Fondatore e Segretario Generale di UNIMED  ha aperto il suo intervento- c'è bisogno di qualcuno che vada oltre la politica e l'economia." UniMed ( Unione delle Università del Mediterraneo) è nata nel 1991 ed oggi conta 90 istituti accademici. Unimed è un tentativo di recuperare questa ricchezza, con l'obiettivo di rompere l'incapacità di comprensione. L'Europa è stata silente, perché non era capace di dire niente, di fronte alle cosiddette 'Primavere Arabe', perché sono saltate le categorie mentali con cui abbiamo sempre guardato a quei Paesi. “In Egitto – ha concluso Rizzi- non c'è stato un colpo di stato, perché per strada c'erano i giovani. Noi dobbiamo rivedere le nostre categorie mentali."

“Tutti gli occhi sono diretti sui nostri paesi, Tunisia, Egitto e Libia – questa la testimonianza della studentessa tunisina Chayma - Nel mio paese purtroppo non ho partecipato agli eventi prima della rivoluzione, ma penso che il processo di partecipazione alla ricostruzione, sia importante nella stessa maniera”.

L’AmbasciatoreSandro De Bernandin, ha portato una sua riflessione sull’attuale situazione socio-politica a livello mondiale: “Siamo in un periodo di rivincita della geo-politica, delle nuove ideologie. La storia non è finita. Tuttavia resta la paura dell’altro e dobbiamo continuare a combatterla. I modelli politici sono andati e uno dei fattori principali va cercato nella crisi di credibilità delle leadership, per questo è molto in portante il lavoro di Rondine. Ci vogliono leader coraggiosi per fare la pace, per lo sviluppo – continua il Direttore DG Affari Politici e Sicurezza del MAE - la società civile deve essere attiva per trovare soluzioni. Esperienze come quelle di Rondine responsabilizzano non solo le istituzioni ma anche la società civile, e soprattutto i giovani. L’approccio è affascinate perché vede persone che si confrontano da pari e questi ragazzi vengono da noi per imparare ma anche per insegnarci a capire la situazione reale del loro Paesi”.

La speranza è stato il tema fondante dell’intervento del Prof. Abdelrazek Fawky, Direttore dell'Ufficio Culturale Egiziano: “La speranza fa crescere, al contrario, la depressione, la mancanza di fiducia in noi e negli altri ci sanno rimanere fermi. Io sono ottimista. Il momento è difficile, ma sappiamo che è normale dopo ogni rivoluzione e dobbiamo imparare a stare insieme con meno paura e più forza. I partiti dovranno mettersi al tavolo e superare le divergenze per il bene dell’Egitto. I sogni si realizzano – conclude Fawky - con il lavoro, con i tentativi e l’esperienza degli altri ci ha insegnato questo”.

Infine Michela Bortoli del Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale di Trento che accoglierà i giovani della Sponda Sud per due mesi nella seconda fase del percorso di formazione, ha portato i  saluti del presidente Basani dando il benvenuto a tutti gli studenti.

Al termine delle relazioni è stato realizzato un collegamento da Tunisi con uno partecipanti al primo anno del progetto Sponda Sud, Wael Khammassi che dopo aver salutato e incoraggiato i nuovi  studenti ha riportato lo stato delle cose in Tunisia testimoniando la voglia dei tanti giovani di fare qualcosa per cambiare il Paese e ricordando le tante differenze con la situazione egiziana.

 

I lavori riprenderanno alle ore 16 con il secondo tavolo dedicato al tema: Politica e religione nella sponda sud del Mediterraneo: prospettive del post Primavera Araba. Dopo il Ore 15:30 collegamento con il Cairo dove Radua Arnous, studente della prima edizione di Sponda Sud porterà la propria testimonianza.

A seguire le relazioni di Farida Allaghi, Presidente del Libyan Forum for Civil Society, Massimo Toschi, Regione Toscana, Antonio Papisca, Università di Padova Direttore Cattedra UNESCO, Testimonianze di partecipanti dalla Tunisia e testimonianze di Studenti Internazionali di Rondine, quindi le conclusioni Franco Vaccari, Presidente di Rondine Cittadella della Pace. L’incontro sarà moderato da Andrea Fagioli, direttore di Toscana Oggi.

L’evento è stato realizzato con il patrocinio del Comune di Arezzo e della Provincia di Arezzo, con il contributo di Banca Etruria e in media partnership con Toscana Oggi e TSD Comunicazioni (canale 85 digitale terrestre). Ringraziamo inoltre la Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro nella persona di S.E. l’arcivescovo Riccardo Fontana che ha fortemente contribuito alla riuscita dell’evento.  

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