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Rondine e Aiesec, insieme per la pace

 

 

(Arezzo, 8-9 giugno 2013). Un incontro di grande interesse che ha gettato le basi per una proficua collaborazione e ha fatto emergere la vicinanza di due diverse Associazioni ma che condividono lo stesso spirito e gli stessi obiettivi. Questo ha rappresentato la visita che si è svolta a Rondine lo scorso fine settimana e che ha visto come protagonisti i membri di AIESEC ITALIA e AIESEC ALUMNI. Una visita onorata dalla presenza del Presidente AIESEC Italia, Giancarlo Ostuni e del Presidente AIESEC ALUMNI, Massimo Michaud.  Un’incontro fortemente voluto da Gabriella Gallas, socia di Rondine e membro di Aiesec Alumni e organizzato con la preziosa collaborazione di Virginia Impemba e Riccardo Riva.

 Associazione globale presente in più di 113 Paesi al mondo e con più di 86,000 membri, AIESEC è la più grande associazione internazionale completamente gestita da studenti universitari. Una piattaforma per i giovani per sviluppare la propria leadership, AIESEC offre l’opportunità di essere cittadini del mondo partecipando ad internship internazionali e avendo un impatto positivo sulla società, quindi di migliorare capacità e competenze pratiche richieste al giorno d’oggi.

Tra questi incontri non poteva mancare come meta Rondine Cittadella della Pace, da anni impegnata nella risoluzione del conflitto in  tutto il mondo attraverso l’esperienza dello studentato Internazionale, dove giovani provenienti da Paesi in conflitto, attuale o recente, sperimentano una vita di convivenza e condivisione per scoprire la persona dietro il “nemico”. Un’esperienza unica mirata alla costruzione di nuovi ponti di pace attraverso il dialogo e la ricostruzione della fiducia.

 Dopo un meeting iniziale dei membri AIESEC insieme ai soci e volontari della Cittadella della Pace, è arrivato il saluto di benvenuto agli ospiti, portato dallo storico consigliere Giorgio Righetti ed ex membro di AIESEC  insieme a quattro studentesse di Rondine: Tamara, Sabina, Gala, Manuella.

Un’occasione per presentare la mission e le attività di Rondine attraverso le esperienze concrete di chi la vive ogni giorno. Il consigliere Righetti ha parlato della sua esperienza in AIESC e come proprio da lì sia maturata la scelta di lavorare nel no-profit; quindi, dopo varie esperienze lavorative in grandi azienda l’arrivo a Rondine: “Non conta lavorare nel profit o nel no profit  - ha spiegato infine il consigliere Righetti ai presenti condividendo una grande consapevolezza - ma è il comportamento di ognuno che fa la differenza. La discriminante sta nella cultura del rispetto delle persone e nell’etica del lavoro”.

Quindi la parola alle studentesse: a  Manuella, kosovara, che ha raccontato cosa l’ha portata a Rondine fino a  Gala, bosniaca, che ha condiviso il suo desiderio di portare nel suo paese la nuova consapevolezza maturata a Rondine. Infine le Rondini, d’Oro le studentesse che hanno concluso il loro percorso come Sabina  che ha raccontato i suoi primi giorni a Rondine, la sua prima esperienza all’estero, lo smarrimento iniziale, la solitudine e la lontananza da casa: “Oggi invece questa è diventata la mia famiglia”ha concluso la giovane russa. “Qui non siamo venuti per essere migliori amici ma per imparare a rispettarci reciprocamente” Queste le parole di Tamara, studentessa osseta, anche lei Rondine d’Oro, che ha raccontato il difficile percorso dell’incontro con il “nemico”:“Nel lavoro si può chiudere la porta e rimandare il conflitti al giorno dopo, dimenticare tutto. A Rondine si condivide tutta la vita con il nemico e alla fine siamo costretti ad affrontare il conflitto”

La serata di sabato si è conclusa con la cena di gala. La mattina di domenica i formatori di Rondine, insieme agli studenti Murad,ceceno, Gevorg, armeno, e Tony , sierra lionese, hanno presentato alcune attività del percorso che si struttura  alla Cittadella. Tra le attività presentate, il world-cafè  che riproduce la  classica situazione in cui persone intorno ad un tavolo discutono bevendo caffè,  per sviluppare il dialogo. Ogni tavolo in questo caso ha sviluppato vari aspetti della tematica del conflitto, per poi confrontare le riflessioni emerse.

Un’attività semplice ma molto utile, che è stata apprezzata molto dai membri di AIESEC, anche perché facile da riproporre anche in ambienti lavorativi per affrontare i conflitti legati alla quotidianità.

Un’incontro che ha aperto numerose strade che Rondine e AIESEC potranno percorrere insieme a partire dalla possibilità di  costituire dei gruppi di lavoro composti da membri AIESEC proprio a Rondine perché la due esperienze possano fondersi e integrare le potenzialità attraverso la condivisione e il reciproco sostegno.

 

 

 

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