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"Fate della vostra vita un capolavoro". Il messaggio di Rondine alla Calabria

 

(Cosenza, 16 maggio 2013). "Piazze di Maggio" la manifestazione artstico-culturale della Cittadella della Pace apre il concerto di Mariella Nava e incontra gli studenti dell'Università di Cosenza

 

E stato un caloroso abbraccio quello che ha accolto Rondine Cittadella della Pace che a sole 24 ore dal suo arrivo in Calabria ha già incontrato centinaia di persone. “Piazze di Maggio” la manifestazione artistico culturale promossa con il sostegno del Servizio nazionale della CEI per il progetto culturale, ha preso il via con l'entusiasmo contagioso che da sempre contraddistingue Rondine grazie anche alla collaborazione dei Frati Francescani della Calabria. Sono stati due gli incontri che hanno visto gli studenti di Rondine immersi nella realtà calabrese per lasciare la propria testimonianza.

 

Un viaggio cominciato da Castrovillari, dove ieri, 15 maggio, lo Studentato è stato accolto nella splendida cornice del Protoconvento francescano in occasione della presentazione del nuovo album di Mariella Nava. La celebre cantautrice, da sempre sensibile al sociale e fortemente impegnata nel sostegno a nobili cause come quella di Rondine, ha accolto gli amici sul proprio palcoscenico per presentarli al pubblico e far conoscere la propria storia e il ricco programma della manifestazione, che condurrà l'associazione fino a Reggio Calabria.

 

Giovedì 16 maggio è arrivato l'incontro con i coetanei calabresi per gli studenti rondinesi. L'università di Cosenza ha difatti ospitato l'incontro pubblico sul tema “Il metodo Rondine per risolvere i conflitti: dalle guerre alle ferite quotidiane”.

 

L'apertura dei lavori è stata affidata a Guerino D’Ignazio, vicedirettore del Dipartimento di Scienze politiche e sociali che insieme a Enzo Bova ordinario di Sociologia e Fenomeni Politici hanno reso possibile l'incontro.

 

Ho scoperto Rondine, solo ieri – ha commentato il vice direttore - e sono profondamente convinto della straordinarie potenzialità di questa realtà.” D'Ignazio ha sottolineato l'importanza di una testimonianza di questo genere nell'ambito della formazione universitaria. “Quello che Rondine ha costruito è la valorizzazione delle potenzialità della formazione universitaria. Noi facciamo una formazione standard ma questo progetto ci deve far riflettere perché si possono costruire nuovi ponti che passano attraverso la testimonianza delle esperienze dirette, così forti come quelle di questi giovani. Io mi auguro – ha concluso il vice direttore - che il seme buttato oggi possa essere raccolto e che in futuro riusciremo a costruire questo ponte”.

 

Il presidente e fondatore di Rondine Franco Vaccari ha quindi introdotto le testimonianze degli studenti provenienti da tutto il mondo. “Quello che questi giovani imparano a Rondine è prima di tutto che il nemico è una costruzione e attraverso la convivenza imparano a vedere la persona dietro colui che la storia ha dipinto per loro come un “nemico”.

E stata quindi la volta della testimonianza di Temur studente abcaso: “Sono arrivato in Italia due anni. Dopo la guerra del 1992-3 e ancora oggi non esistono rapporti tra Abcasia e Georgia e non abbiamo possibilità di avvicinarsi al cosiddetto “nemico”. A Rondine non parliamo della pace ma la viviamo. E questa esperienza ha rovesciato il mio modo di guardare gli altri e il mondo”

 

Vaccari ha quindi affrontato il tema dell'uversalità del conflitto: “Anche in Calabria ci sono i temi del conflitto, le faide ci danno la sensazione che nulla possa cambiare, Rondine ci fa vedere che non è così. Questo incontro vuole portare la testimonianza dei nostri giovani per poter far risorgere la speranza. A volte basta ritrovare ciò che ci accomuna come “uomini” per spezzare uno schema!”

 

Anche Jessica ha portato il suo racconto, il dolore della sua guerra: “Vengo da Libano e anche il mio popolo ha smesso di sperare, abbiamo avuto la guerra civile per 15 anni. E' facile dare sempre la colpa agli altri. La vera sfida è quella di lasciare il passato nel passato e riscoprire la speranza, quella che ho trovato a Rondine. Stringere la mano ad un israeliano accettare che siamo amici è una vera sfida. Ora penso a cosa fare per i giovani del mio Paese.”

 

Rondine è tendere la mano per primi – ha concluso il presidente di Rondine - noi diciamo: “Uscite dalla scatola, la scatola della vostra cultura, delle vostre religioni, delle vostre convinzioni!” La regola c'è, ma si può aggirare se è per ritrovare la libertà, la libertà di fare un capolavoro della propria vita!

 

Nella giornata di domani 17 maggio i giovani studenti di Rondine incontreranno le scuole di tutte le diocesi della Calabria e nel pomeriggio il grande evento di chiusura di “Piazze di Maggio”. Dalle ore 18 un grande momento di animazione dedicato ai giovani con tante situazioni coinvolgenti e giocose che si svolgerà presso l’Anfiteatro “Arena dello Stretto” di Reggio Calabria in collaborazione con la comunità francescana. A seguire la cerimonia della consegna delle Rondini d’oro, per quattro studenti di Rondine che hanno portato a termine il proprio percorso presso lo studentato, Tamara (osseta del Nord), Elmira (azera), Sabina (russa), Noam, (israeliano). Un momento di festa che si tradurrà in un vero spettacolo, che i giovani hanno scelto di celebrare proprio in questa terra che ha già dato grande dimostrazione di affetto e grande accoglienza. 

 

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