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“Capire i conflitti, praticare la pace 2013”.Rondine con il Trentino, per la pace

Ultima modifica il Martedì, 30 Aprile 2013 14:19
Pubblicato Sabato, 27 Aprile 2013 15:37
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(Trento, 20 aprile 2013). Per la terza volta il Trentino accoglie Rondine nella sua terra e nella sua storia, e Rondine accoglie il Trentino nella sua esperienza e nel suo messaggio di pace. Il Trentino accoglie Rondine perché la storia di guerra che queste terre portano con sé é la cornice perfetta, irrinunciabile e inimitabile, per offrire un percorso di formazione sul tema del conflitto; Rondine accoglie il Trentino perché è la comunità che vive tutt’ora un cammino impegnativo su questo tema, con la storia viva dei suoi studenti e il suo carico di qualità formativa per i giovani.

Quando c’è esperienza e valore, le istituzioni educative se ne accorgono: ecco allora che le richieste di partecipazione al percorso “Capire i conflitti, praticare la pace 2013” hanno raggiunto quota 450 giovani, 50 insegnanti, 30 giovani formatori di Rondine: una carovana di scuole, classi ed entusiasmo che in quattro turni hanno riempito le giornate di Aprile e i territori di Lavarone, Rovereto e Trento attraverso un percorso di formazione che si è articolato tra visite guidate, attività educative nel gruppo classe, momenti di svago. Quando si educa, si accompagna di persona, creando una intimità e un legame che segnano la vita: ogni studente di Rondine, con la sua storia e la sua passione per la pace, ha gestito un gruppo e condotto le attività educative che hanno aiutato i ragazzi ad affrontare il tema del conflitto interpersonale, della propaganda, della guerra e del valore delle relazioni autentiche, alternandosi con le visite guidate ai luoghi della Grande Guerra. Tutto il percorso diventa però un semplice momento di riflessione, anche se di qualità, se non porta al culmine del legame, dell’intimità e del contenuto del percorso: la testimonianza dello studente di Rondine che racconta la sua esperienza di conflitto e la sua forza per dire no alla guerra.

Un lungo percorso che si è sviluppato in quattro turni, dal 3 al 18 aprile, e che si è concluso il 20 aprile con una conference di chiusura alla Sala di Rappresentanza del Consiglio Regionale di Trento. All'incontro hanno preso parte alcuni protagonisti di questo lungo viaggio e i partner che lo hanno sostenuto, per un momento di ulteriore approfondimento e di condivisione dei risultati del progetto con il territorio trentino. All’evento erano presenti Marco Depaoli, vice presidente vicario del Consiglio regionale del Trentino Alto Adige; Eugenio Marziani, funzionario della Regione Autonoma del Trentino Alto Adige; Cecilia Bolzon, direttrice dell'Azienda di Promozione turistica degli altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna; Alessandro Marchesi, vice sindaco di Lavarone; Mario Martinelli, la guida alpina del Trentino che ha accompagnato gli studenti nelle escursioni fin dall’alba del progetto. Durante la giornata sono stati raccontati i momenti più significativi del percorso, anche attraverso uno slide show con gli scatti fotografici più significativi dei vari turni. Quindi la parola all’anima del progetto, gli studenti. In rappresentanza dello Studentato Internazionale di Rondine sono intervenuti Tamara (dall’Ossezia del Nord),  Sultan (pakistano), e Gevorg (armeno). Quindi gli alunni di alcune scuole che hanno partecipato, hanno condiviso con la vasta platea la consapevolezza maturata durante il percorso.

 “Ognuno di noi ha imparato qualcosa”, dice Francesco del liceo classico di Montevarchi, “ma soprattutto ha imparato un metodo per vivere le relazioni consapevolmente, per affrontare il conflitto nei propri ambiti di vita, e la nostra classe ne è uscita con delle prospettive in più rispetto a quello che aveva prima”; un altro Francesco, del liceo Redi di Arezzo, racconta come “siamo noi a dover scegliere per primi la pace, anche quando non vediamo il motivo o non abbiamo la forza per muoverci in quella direzione”. Manpreet, di origini indiane, del liceo economico di Cremona, racconta come sia stato difficile dialogare con il giovane studente pakistano, perché a Rondine “sanno parlare dei loro conflitti apertamente, senza paura, ed io non avevo mai trovato nessuno che potesse dirmi anche con ironia la sua opinione sul nostro conflitto tra India e Pakistan”. Il metodo Rondine, un metodo di educazione, di dialogo, di formazione e di relazione autentica anche questa volta ha funzionato, ed ha contribuito a generare a cascata un desiderio di pace anche là dove non si poteva pensare che potesse essere neanche nominata. In chiusura la cerimonia di premiazione del concorso "una bandiera per la Pace", vinto dal liceo scientifico di Montevarchi.

 

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