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“Noi con gli altri” a Rondine per un progetto di crescita autentica

Ultima modifica il Lunedì, 25 Marzo 2013 16:23
Pubblicato Lunedì, 25 Marzo 2013 12:14
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Si è concluso a Rondine lo stage formativo della IVB del Liceo “Rodari” di Prato, tappa del percorso di crescita iniziato dagli educatori della Cooperativa Meta, e inserito nel progetto “Noi con gli altri” di Unicoop, incentrato sulla consapevolezza corporea e relazionale.

L’intensità di questo percorso, una volta arrivati a Rondine, è aumentata in modo vertiginoso: da un incontro settimanale di due ore all’interno della classe a tre giorni di full immersion, che dalla mattina alla sera, senza momenti morti, hanno coinvolto la classe, gli educatori, gli insegnanti e i formatori del progetto.

Il percorso è stato incentrato sul tema del conflitto. Lo Studentato Internazionale trae come frutto della sua esperienza quindicennale una serie di attività che non sono solo momenti isolati di approfondimento teorico sull’argomento: è una immersione cognitiva, emotiva e comportamentale nei processi che nel viviamo nel conflitto a partire dalle dinamiche quotidiane fino a confrontarsi con chi vive la guerra fra popoli.

Il gruppo delle venti ragazze della classe del Rodari hanno partecipato con entusiasmo e disponibilità alle richieste coinvolgimento impegnative e talvolta molto personali dei nostri formatori: la preparazione vissuta in classe prima dell’arrivo era stata fondamentale per arrivare nel piccolo borgo con consapevolezza. Partendo quindi dalla conoscenza di Rondine come paese e come storia, è stato chiesto alle partecipanti, ora dopo ora, di approfondire le molteplici sfaccettature dei conflitti che vivono nella loro vita: le posizioni personali all’interno di un conflitto specifico, le modalità di elaborare e trovare soluzioni, la condivisione profonda delle emozioni e dei vissuti che entrano in gioco, le dinamiche di aggressione e di competizione che si creano, le strade che possono portare a costruire la pace. Tutto questo attraverso momenti di sperimentazione concreta con attività, esplorazione diretta tramite confronto, lezioni teoriche per riportare la capacità di leggere e riflettere consapevolmente, applicando tutto alla propria vita.

In più la cornice del percorso che non è solo un bellissimo borgo della campagna di Arezzo: è un luogo nel cui percorso di crescita si innesta la testimonianza e il ruolo formativo di un giovante studente che sceglie di rompere gli schemi di odio della propria terra per scoprire una novità, scommettendo su una intuizione di Pace e fidandosi degli uomini. Un giovane che spende tempo per stare con loro, per trasmettergli la sua esperienza non solo con un racconto ma con una storia che è la compagnia quotidiana e l’accompagnamento nelle attività formative, conducendole e facendosi compagno di viaggio. Questa è la narrazione con cui i nostri giovani entrano in contatto e che in ogni momento della giornata è l’elemento che tiene le fila di tutte le attività, sfondo carico di senso e portatore di unicità: durante la giornata l’incontro con lo Studentato, la riflessione sulle proprie scelte di vita e di relazione, su come nella vita ci spendiamo al cento per cento nelle cose che facciamo, su cosa significa sognare e sognare bene è ciò che suscita Rondine e che suggella ogni apprendimento in tema di conflitto e di pace.

Questo ha vissuto la classe IV B del Liceo Rodari, scoprendo che nel proprio gruppo ferite e divergenze possono avere strade nuove di dialogo, che la diversità è una ricchezza ma che soprattutto scommettere sulla fiducia è il motore per poter vivere insieme un cammino di classe e di relazione che chiede impegno, fatica e talvolta anche dolore, ma apre a un nuovo modo di vivere e vedere se stessi, gli altri e il mondo intorno a sé.

 Testimonianza di Natalie, studente di Rondine

Posso dire liberamente che il progetto ha avuto un grande successo, che era non solo risultato di un grande lavoro dalla parte degli organizzatori, ma un contributo importantissimo lo hanno portato le ragazze stesse, arrivando a Rondine gia molto preparate e aperte per la nuova esperienza; mettendosi in gioco ogni giorno, ogni momento, senza paura... Complimenti ragazze!

Era il mio primo campo di formazione a Rondine, dove, facendo lo stage nell’ufficio formazione, ero totalmente coinvolta nel processo organizzativo. Prima dell' inizio del progetto, nonostante fossi attivamente coinvolta nella programmazione avevo un pò di paura a coinvolgermi nel processo di implementazione, non conoscendo il gruppo, non avendo padronanza della lingua... Ma dai primi istanti, quando ho incontrato con le ragazze durante il  pranzo, ho sentito un’energia molto positiva e la loro apertura ed ho deciso di mettersi in gioco anch’io.

Come anche alcuni di loro hannodetto alla fine del percorso, questi 3 giorni sono sembrati una vita, piena di emozioni diverse, piena di paure, pensieri, conflitti, lacrime, condivisione, fiducia, empatia, comprensione...

Fin dall'inizio la prima cosa che i formatori di Rondine hanno chiesto al gruppo è stata 100% di coinvolgimento! Ovvero la disponibilità a scoprire cose nuove, sperimentare e accettare le sfide che di attività in attività venivano chieste, anche a costo di dover rompere con la pigrizia e l'abitudine.

 

Durante il progetto sono stati realizzati diversi workshop e giochi sul tema del conflitto, pace, fiduccia, diversità, sono state fatte riflessioni sugli stili di conflitto, i lati positivi e negativi di ogni stile, le strade per gestire i conflitti e trasformarli in modo nonviolento; le ragazze in piccoli gruppi hanno discusso i loro problemi e conflitti personali, ed è stato particolarmente emozionale e toccante per tutti. Inoltre sono diventate anche lettrici di una “Biblioteca Vivente” ascoltando le storie di noi studenti di Rondine, condividendo la nostra esperienza personale, interiore, dei nostri conflitti, guerre, trasformazioni qui nello Studentato, ecc.

Di volta in volta gli educatori della Cooperativa Meta, esperti di teatro,hanno contribuito al processo di crescita con esercizi teatrali, stimolando il movimento del corpo e allenando a sentire i suoi segnali e le sue emozioni. Gli insegnanti della classe hanno a loro volta  contribuito con le loro esperienze personali e conoscenze intorno il tema.

Alla fine del progetto, in fase di valutazione, simbolicamente tutte le ragazze hanno fatto dei passi avanti, esprimendo la loro crescita personale durante il progetto e ognuna ha ricevuto un piccolo regalo dagli studenti: la rondine d’argento, che per noi è  l'oggetto simbolico che viene dato agli Amici di Rondine, mentre le Rondini d’Oro sono riservate agli studenti che hanno concluso il loro percorso a Rondine.

 

Sono stata davvero contenta di aver fatto la mia piccola parte nel percorso e aver condiviso tutte le emozioni e i passi di crescita della mia vita con ragazze veramente speciali!!