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“La pace attraverso il servizio”. Rondine ospite del Rotary Club a Sassari

 

 

(Sassari, 16 marzo 2013). “ La fiducia è l’unica arma contro la guerra”. Questo il messaggio che Franco Vaccari presidente e fondatore di Rondine ha portato a Sassari. La Cittadella della Pace è stata chiamata a intervenire nell’ambito del convegno organizzato dai Rotary Club del nord Sardegna, assieme ai Rotaract Club ed Interact Club, che si è tenuto lo scorso 16 marzo nella prestigiosa cornice dell’Aula Magna dell’Università di Sassari.  “Whatashi shidai” in giapponese significa “dipende da noi”. Un concetto caro a Sakuji Tanaka, Presidente del Rotary International che ha fortemente voluto come tema per il suo anno, “La pace attraverso il servizio”. E proprio questo è il tema intorno al quale, di fronte ad una vasta platea, in Sardegna, si è sviluppato un intenso dibattito insieme a illustri rappresentati delle istituzioni sia civili che religiose, tra cui Mons. Paolo Atzei, arcivescovo di Sassari, Magnifico Rettore dell’Università degli Sudi di Sassari, il prof. Attilio Mastino e il generale Manlio Scopigno, Comandante della Brigata Sassari.

 

“Quando arriviamo al conflitto, è perché abbiamo rotto la fiducia tra due o più persone – ha spiegato durante il suo interventoFranco Vaccari, presidente di Rondine, riportando la quindicennale esperienza dello Studentato Internazionale - e l’unico modo per risolvere il conflitto è ricostruire questa fiducia”. Un’idea che ha la forza della semplicità ma soprattutto della concretezza della testimonianza degli studenti di Rondine Sabina, Rabee, Marwan che hanno portato la loro esperienza di convivenza con il “nemico” di fronte all’eminente platea di Sassari.

 

 

 

Dopo gli indirizzi di saluto portati da Giovanni Conoci per i Club Rotary e Mattia Udassi, per i Club Rotaract, e quello del Segretario per la Sardegna del Distretto 2080 del Rotary International, Giacomo Oppia, e quello dei rappresentanti delle istituzioni locali, e Gavino Sini, Presidente della Camera di Commercio di Sassari, si è aperto il convegno moderato da Francesco Santioli, Responsabile della Comunicazione di Rondine.

 

“Il modo migliore per arrivare alla pace è agire, e quindi bisogna mettersi al lavoro”. Citando Madre Teresa di Calcutta, Mons. Paolo Atzei, Arcivescovo di Sassari ha aperto i lavori del convegno presentando un’attenta e profonda riflessione sul tema della costruzione della pace attraverso il servizio. Dalla rilettura delle sacre scritture un viaggio attraverso la riscoperta dell’amore più puro quello si svela nei piccoli gesti, quello stesso amore che è fondamento della pace”.

La costruzione della pace non è una necessità avvertita solo nel mondo contemporaneo, ma la storia dimostra come questa ricerca faccia parte della natura stessa dell’uomo fin dalle sue origini. Questo quanto è emerso dall’intervento del Magnifico Rettore dell’Università degli Sudi di Sassari, Prof. Attilio Mastino, che ha trattato il tema da un punto di vista storico, attraverso un excursus delle tracce archeologiche e arcitettoniche ancora capaci di condizionare i nostri odierni ideali.

Sono le parole di chi conosce il conflitto dalla prima linea quelle del Generale Manlio Scopigno, Comandante della Brigata Sassari, impegnato in Afghanistan in missioni di Peacekeeping. La sua’esperienza è quella di chi opera per la pace con un fucile in spalla. Una contraddizione ma solo apparente che svela una riflessione quanto mai importante. “ Le forze armate non vanno in missione per fare la guerra ma piuttosto per ristabilire l’ordine, proprio per questo il coordinamento con gli operatori di pace è essenziale per rafforzare e rendere efficaci gli interventi e per arrivare alle soluzioni mantenendo l’equilibrio tra i vari attori in campo”.

 

 

“Questa è Rondine – così ha chiuso l’intervento Franco Vaccari presidente dell’associazione – un luogo dove si genera fiducia, proprio tra quei giovani che appartengono a popoli che la storia ha decretato <<nemici>>” . Per questo la risoluzione dei conflitti tra le persone è la base per la risoluzione dei conflitti internazionali. Solo il dialogo, la conoscenza , abbattono il muro della diffidenza. E quello che sembra insormontabile oggi, domani si potrà superare.

 

Non potevano mancare i veri testimoni di questo nuovo corso della storia che si costruisce a Rondine, gli studenti. Sono state le loro testimonianze a restituire la forza del grande lavoro che si fa quotidianamente alla Cittadella.

 

Sabina, russa, 24 anni, " Quando sono arrivata a Rondine pensavo di fare un Master in Italia e tornare nel mio paese, oggi mi rendo conto che Rondine mi ha cambiata per sempre, non sono più la persona di prima e quello che ho visto del mondo mi basta per capire che possiamo cambiare le cose” Tra le sue più care amiche oggi , c’è una ragazza della Cecenia.

 

Rabee, giovane palestinese, ogni giorno è con altri ragazzi come lui, provenienti da Israele, ricorda con grande emozione, “Quando è scoppiato il conflitto su Gaza, mi sono trovato a pregare insieme ai miei nemici israeliani accanto alle nostre bandiere, pensare che stavo pregando vicino ad una bandiera israeliana, mi ha fatto soffrire, mi sono sentito un traditore con la mia terra, ma poi ho capito che loro sono i miei amici e che il loro dolore è identico al mio. E quindi condividerlo forse aiuta entrambi a vincere la paura della guerra e costruire un futuro di pace”.

 

Marwan, proveniente dal Libano, paese in aperto contrasto con Israele e Palestina, racconta, "Io a Rondine sono venuto perché volevo capire il mio nemico, volevo conoscere gli israeliani ed anche i palestinesi perché per me non è possibile conoscerli, ora li conosco.....quando torno vorrei solamente aprire un ristorante ed il mio sogno è che i miei amici possano venire a mangiare da me... ma per fare questo c'è bisogno di cambiare il pensiero dei nostri paesi... credo che insieme possiamo farcela”.

 

Sabina, Rabee, Marwan, a ognuno di loro spetterà l’impegnativo compito di essere seme di pace nel loro paese, testimoniando come sia possibile la convivenza tra i popoli e che il proprio nemico è esattamente come lui, ma è anche esattamente diverso da quello che gli viene rappresentato.

 

 

 

 

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