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Rondine con la Comunità di Sant’Egidio per commemorare la Shoa

(Milano, 30 gennaio 2013). “Coloro che non hanno memoria del passato sono condannati a ripeterlo”, diceva Primo Levi. E’ sulla scorta di questa convinzione dello scrittore ebreo, tornato vivo dal campo di concentramento, che ogni anno la Comunità di Sant’Egidio e la Comunità Ebraica di Milano si ritrovano per onorare la memoria della deportazione degli ebrei partiti dalla Stazione Centrale il 30 gennaio 1944 e nei mesi successivi. 

La 17° edizione della commemorazione ha visto tra i protagonisti anche Rondine Cittadella della Pace che non ha mancato di raccogliere l’invito della Comunità di Sant’Egidio a coinvolgere anche i giovani dello Studentato Internazionale, affinché portassero la loro personale esperienza dei recenti conflitti internazionali. Un’altra occasione  che consolida un rapporto, quello tra Rondine e la Comunità di Sant’Egidio che ha visto  momenti importanti di collaborazione, nel comune intento di favorire il dialogo e la promozione di momenti di grande spessore culturale e che si auspica, possa continuare a crescere nel tempo.  L’evento ha avuto luogo giovedì 30 gennaio alle ore 18 nei sotterranei della Stazione Centrale di Milano, il tristemente celebre Binario 21, lo stesso  da cui partivano i convogli diretti ai campi di sterminio e da cui fu deportata anche Liliana Segre, all’età di 13 anni per Auschwitz, proprio il 30 gennaio 1944 e sopravvissuta allo sterminio. La ex deportata, che per anni si era rifiutata di raccontare in pubblico la sua vicenda, nel 1990 ha rotto il suo silenzio con l’intento di affidare  alle giovani generazioni la sua testimonianza affinché tragedie di tale portata non si ripetano. Nel suggestivo contesto del memoriale, Liliana Segre è tornata ancora una volta a narrare gli orrori subiti, anche a nome dei milioni di ebrei che hanno condiviso lo stesso destino, senza mai poterlo narrare. Un raccolto fatto di tante voci come quella di Claire Ly, testimone del genocidio che si è consumato in Cambogia, fino a quella di Tamara, studente di Rondine Cittadella della Pace, giunta nel borgo aretino nel 2011 dall’Ossezia del Nord, perché proprio come la Segre ha scelto la vita, respingendo la vendetta, la rivalsa, l’odio.  Tamara ha portato la sua testimonianza, a partire dalla sua personale esperienza del conflitto, la paura che nega ogni libertà, il dolore della perdita, e l’acredine nei confronti del nemico,  fino alla scelta di Rondine come rifiuto della guerra e inizio di un percorso personale  e collettivo finalizzato alla costruzione della pace attraverso il dialogo e il confronto quotidiano con quel “nemico” che oggi è un compagno, un amico. Così la studentessa osseta ha raccontato alla vasta platea milanese cos’è quel piccolo grande miracolo di pace toscano che si chiama Rondine, come si svolge la vita allo studentato, le attività e in particolare i tanti progetti che coinvolgono le scuole affinché la memoria degli orrori dell’uomo venga tramandata a nuove generazioni capaci di costruire percorsi di pace e prevenire l’inasprirsi dei conflitti.

Tra gli altri sono intervenuti durante la commemorazione anche Giorgio Del Zanna (Comunità di Sant’Egidio), Rav Giuseppe Laras (Presidente del Tribunale Rabbinico del Centro-Nord

Italia) Rav Alfonso Arbib (Rabbino capo di Milano),Floriana Maris (Associazione Italiana Ex Deportati) con intermazzi musicali offerti dal coro degli studenti del liceo Tito Livio di Milano. Al termine della cerimonia è stato possibile visitare il Memoriale della Shoah di Milano, inaugurato pochi giorni prima, in occasione del Giorno della Memoria  dopo tre anni di lavori, uno dei pochi siti di deportazione al mondo rimasti intatti. Un enorme lavoro di recupero fortemente voluto dalla Comunità di Sant’Egidio, un dono finalmente riconsegnato alla comunità milanese.  Oggi questo è un luogo di ricordo e di riflessione dove sono conservati ed esposti al pubblico documenti e reperti significativi tra cui i binari e i vagoni originali dentro i quali a decine venivano stipati i deportati  e il muro luminoso che raccoglie tutti i nomi delle persone partite da Milano verso i campi di concentramento.

Un’esperienza altamente formativa per gli studenti di Rondine che hanno vissuto questa giornata con intensa partecipazione, consapevoli  della pregnanza dell’evento cui hanno avuto l’onore di prendere parte, sia a livello personale che sociale. Onore condiviso da tutta l’associazione di Rondine per aver avuto l’occasione di rendere omaggio ai testimoni dell’olocausto e contribuire alla trasmissione della memoria collettiva.

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