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Lettera di una Rondine d'Oro ai nuovi studenti

Ultima modifica il Mercoledì, 14 Novembre 2012 14:49
Pubblicato Martedì, 06 Novembre 2012 12:36
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Ho lasciato Rondine più di un anno fa e probabilmente ho anche lasciato dietro di me la parte più importante della mia vita, senza ancora capire completamente a pieno l'impatto che ciò ha avuto sulla mia persona e sul mio modo di percepire il mondo.
Sono convinto che ci voglia un po' di tempo per assorbire, comprendere e confrontarsi con tutti questi cambiamenti avvenuti dentro di me sia a livello personale sia a livello sociale. Anche se non vuoi ammetterlo, il modo nel quale vedevi le cose, nel quale vedi le persone e il tuo scopo in questo mondo è ormai cambiato.
Il mio nome è Elad Morad e sono un israeliano che ha vissuto a Rondine per due anni, dal 2009 al 2011, che attualmente vive a New York e lavora per il governo israeliano e per la Merrill Lynch.
In quest’anno ho riflettuto spesso sulla mia esperienza a Rondine e ho deciso di raccontarla soltanto perchè ho incontrato tante persone interessate ad ascoltare la mia storia, la storia di un soldato isaraeliano chi si è trovato a convivere in Toscana con quelli che, fino ad allora, credeva fossero i suoi nemici di sempre. Vorrei, però, andare oltre e farvi partecipi anche del mio vissuto attuale.
Come tutti i networks ci hanno mostrato, recentemente l'uragano Sandy ha colpito una vasta zona attorno a New York, lasciando grande parte della città distrutta e deserta come un terreno di guerra.
I newyorkesi, che si godono uno degli stili di vita più elevati al mondo, all'improvviso si sono trovati a dover combattere per l'acqua, per un rifugio e per l'elettricità. É proprio in questi momenti che uno guarda dentro se stesso e poi alzando lo sguardo si pone la fatidica domanda: come posso aiutare? Come posso fare qualcosa per gli altri?.
Senza essere frainteso, non voglio essere paragonato a Madre Teresa di Calcutta, anzi sono ben lontano da lei a da tutto quello che ha fatto per questa umanità, in questa devastante circostanza mi sono sentito in dovere, come volontario e come persona che ha provato l'esperienza di Rondine, di aiutare, di soccorrere, come potevo, tutti coloro che ne avevano bisogno.
Molto spesso ci accorgiamo di quanto ci è stato dato e come determinate opportunità ci hanno cambiato la vita, soltanto quando gli altri ci manifestano un bisogno reale e tangibile che richiede il nostro intervento immediato.
Per rendere ancora più chiaro il mio pensiero, possiamo prendere come esempio te stesso, un nuovo studente di Rondine, che torna dall'università e corre direttamente a fare i turni in cucina; che si sveglia alle sei della mattina per accompagnare i suoi amici alla fermata dell'autobus; che prepara la torta di compleanno per il suo amico, che dovrebbe però essere il suo nemico, e sapendo che arriverà in ritardo per la cena, gli conserva un pezzo di torta...tutto ciò ti cambia, e se anche non ti sembra possibile adesso, le azioni che compi regolarmente a Rondine, rimarranno per sempre con te e ti ricondurranno nel mondo "reale" come una persona migliore, per far finalmente parte di un migliore "Noi".

Elad Morad