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I giovani della Sponda Sud parlano agli studenti a Sassari

Ultima modifica il Sabato, 22 Settembre 2012 18:34
Pubblicato Sabato, 22 Settembre 2012 14:13
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“Pace è una parola che deve essere riempita di significato. Oggi Rondine vi offrirà l’esempio di pace concreta” così la presidente della Provincia di Sassari Alessandra Giudici si è rivolta ai tantissimi giovani studenti sardi che stamani erano presenti all’ Auditorium Itc Dessì Lamarmora per l’incontro. "Rondine e la riEvoluzione araba: realtà e opportunità di collaborazione giovanile per la pace" in cuigiovani protagonisti della Primavera Araba partecipanti al progetto Sponda Sud hanno portato le loro testimonianze.

“Il momento di crisi che stiamo attraversando lo risolveremo solo mettendoci l’anima.” ha detto il presidente di Rondine Franco Vaccari “ L’anima non fiorisce nell’indifferenza ma nell’amicizia, vinceremo la scommessa non separando queste cose. C’è un modo molto forte per sconfiggere la paura ed è quello che fanno i giovani di Rondine: cominciare a conoscersi. Non ci si apre se non si costruisce un po’ di vita interiore. Ci sono milioni di stimoli e senza questo non avremo la forza di guardare l’altro.”

 “Io credo che i ragazzi di questa isola debbano prendere in mano il destino della Sardegna.” ha sottolineato Savino Pezzotta, primo presidente della Fondazione per il Sud “ I ragazzi di Sponda Sud sono un esempio per noi, si sono messi in gioco;l’Europa deve essere spazio di incontro tra i Paesi. La Sardegna ci può aiutare perché è al centro del Mediterraneo e può farlo diventare un mare di pace. 

“Il sacrificio di  Mohamed Bouaziz(il giovane che si dette fuoco il 17 dicembre 2010  come gesto di protesta per la confisca della sua merce da parte della polizia)è stata la rinascita per il popolo della Tunisia che avuto il coraggio di chiedere la propria libertà” ha detto Nesrine, giovane studentessa da Tunisi nel progetto Sponda Sud, parlando del gesto forte che ha fatto fiorire la Primavera Araba. “Impegnarmi nella politica ed oppormi al regime non mi interessava ma in fondo sapevo che eravamo dentro una grande prigione ma non volevo rendermene conto. Un giorno su Facebook ho visto la notizia del giovane che si era dato fuoco. Mi sono messa nei panni di un altro per la prima volta e mi sono resa conto che ero da sempre stata privata della mia dignità.  La rivoluzione per me è stata la scintilla che non mi ha fatto sentire la paura, per la prima volta ci siamo presi per mano e l’abbiamo superata. Ho partecipato ai sit-in in piazza con gli altri giovani con cui condivido il sogno del cambiamento. Siamo riusciti a cambiare il governo e io sono cambiata. Ho scelto di partecipare a Sponda sud e ho attraversato quel mare che mi sembrava tanto grande quando in realtà siamo così vicini; con i giovani sardi e dello Studentato di Rondine vogliamo creare una rete perché condividiamo gli stessi progetti.”

 “La rivoluzione è stata l’espressione di giovani che hanno vissuto anni di privazioni, disoccupazione e leggi ingiuste” ha sottolineato Amira, dall’Egitto.  “Pane liberta e giustizia sociale” è stato lo slogan delle proteste. I giovani hanno usato social network e hanno indetto il 25 gennaio 2011 come Giorno della Rabbia. Migliaia di persone sono scese in piazza per manifestazioni pacifiche e non si sono più fermate fino al crollo del regime.”. “Voglio ringraziare Rondine e la Sardegna per l’opportunità di poter raccontare le nostre storie qui stamani” ha detto Ramzi dalla Libia, raccontando la rivoluzione nel suo Paese che l’ha visto coinvolto in prima persona più di una volta.

Hanno preso poi la parola i giovani sardi che stanno partecipando al progetto Sponda Sud “Il progetto ha chiamato noi quattro studenti sardi a convivere con giovani di culture e religioni diverse che si è trasformato in una quotidianità che ci proietta verso il futuro, che prevede una società sempre più multiculturale” ha detto Riccardo “Rivolgendomi a voi studenti sardi dico: smettiamo di farci raccontare le cose e cominciamo a viverle. Sfruttiamo tutte le esperienze che ci permettano di aprirci la mente migliorando la nostra vita e quella degli altri.”

L’importanza dell’aprirsi all’altro è stata rimarcata dalle parole di un’altra giovane sarda, Barbara: “Il 18 luglio 2012 nel primo giorno di Ramadan a Rondine ho capito forse realmente quello che era il progetto Sponda Sud. Sono le persone che si incontrano, non le culture e con questo possiamo superare molti conflitti . L’incontro è stato intervallato dai ritmi dei musicisti dellaRete Italiana di Cultura Popolare Yassin El Mahi (dal Marocco) e  Tarek Awadalla (Egitto) accompagnati dal direttore Antonio Damasco.

Rosario Musmeci Assessore provincia di Sassari: “Ci auguriamo che quella di stamani sia un’occasione per continuare insieme una riflessione nelle scuole. Ciò che è avvenuto nella Sponda Sud parla anche di noi perché parla del futuro che ci interessa e che dobbiamo costruire insieme. Insieme dobbiamo costruire città dove culture diverse possano convivere sempre meglio. Attraverso lo scambio costruire opportunità. Rondine è l’occasione, è la ricchezza che ci viene offerta per guardarci dentro per capire che il conflitto è l’inevitabile sale che può far germogliare coscienze nuove.

L’incontro si è concluso con le parole di speranza di Elzir Izzedin, presidente dell'Unione delle Comunità Islamiche d'Italiaverso “Oggi abbiamo bisogno di queste testimonianze per capire come andare oltre le nostre paure con fiducia nell’altro. Questi giovani sono cambiati perché hanno voluto. Possiamo cambiare solo se prendiamo la decisione di cambiare. Dobbiamo metterci in gioco tutti insieme in un momento economico difficile per trovare una base di incontro e dialogo.”