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Il cordoglio di Rondine per ambasciatore USA in Libia

“Tornare da Sarajevo dove si è svolto il bellissimo Meeting per la pace tra i popoli promosso dalla Comunità di Sant’Egidio e essere raggiunti in aeroporto dalle notizie sui tragici fatti di sangue della Libia ripropone tutto il dramma della lontananza tra le dichiarazioni, i desideri e la realtà.” Queste le parole del presidente di Rondine Cittadella della Pace Franco Vaccari in merito agli attacchi della scorsa notte a Bengasi che hanno causato la morte dell’Ambasciatore USA Chris Stevens e di altre tre persone. “Questo però rafforza il bisogno di gesti reali e simbolici come gli incontri di Sant’Egidio e ci fa comprendere quanto sia necessario investire sulla formazione delle nuove classi dirigenti per creare una diffusa mentalità non più accecata dall’odio.”

Un pensiero fortemente condiviso anche dai i giovani di Libia, Egitto, Tunisia protagonisti del progetto Sponda Sud di Rondine, insieme ai giovani dello Studentato Internazionale:  “Sono profondamente colpito da questo attentato” ha detto Ramzi, studente libico dalla città di Gharian; “e per me è un forte dispiacere che il mio Paese venga alla ribalta sui media per avvenimenti come questo; proprio a Rondine sto vivendo un’esperienza con giovani che provengono da culture diverse, da luoghi che sono in conflitto e notizie come quella di oggi fanno capire che la strada verso la pace è ancora lunga; ma è un motivo in più per continuare ad impegnarsi per far sì che questo cambi, nel mio Paese come in tutti quelli dove le tensioni sono sempre molto forti.
Abbiamo raggiunto telefonicamente anche Elzir Izzedin, imam di Firenze e presidente dell’ Unione delle Comunità islamiche d’Italia: “Esprimiamo la nostra condanna assoluta contro questo atto vile. Crediamo che la libertà di espressione sia un diritto sancito per ogni persona ma tale diritto deve essere espresso senza danneggiare gli altri. Manifestare è legittimo ma è fondamentale rispettare  la legge del Paese e l’importanza della vita di ogni essere umano”
“Rondine sperimenta in queste stesse ore la forza di questo investimento nel futuro” ha concluso Vaccari  “condividendo con le giovani primizie della primavera araba il nascere di una mentalità aperta, rispettosa dell'altro e nonviolenta. Insieme con questi giovani proviamo dolore per le vittime, insieme giudichiamo inammissibile la strumentalizzazione delle religioni ai fini di violenza, insieme, ostinatamente, gettiamo le basi di un futuro di amicizia tra i nostri popoli: tra Europa e mondo arabo".

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