Tutte le news

Prima sessione Simposio Sponda Sud

Ultima modifica il Martedì, 10 Luglio 2012 20:50
Pubblicato Giovedì, 05 Luglio 2012 18:32
Share

Clicca sull'immagine per vedere l'abstract della prima sessione del Simposio "Un mare tra due sponde, un ponte tra due mondi" che si è tenuto stamani a Rondine Cittadella della Pace.

VOCI DAL SIMPOSIO-IA SESSIONE-Apertura dei lavori, 5 luglio

Si è tenuto stamattina, giovedì 5 luglio a Rondine (Arezzo), presso il Teatrotenda, la prima sessione del Simposio Internazionale “Un mare tra due sponde, un ponte tra due mondi”.per l’inaugurazione del progetto Sponda Sud.I lavori sono stati aperti dal Ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione Andrea Riccardi, dall Cardinale Jean-Louis Pierre Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso e da esponenti di primo piano delle istituzioni locali e della società civile europea e araba. Ad aprire la prima sessione sono stati due giovani dello Studentato Internazionale, Noam, israeliano e Ibrahim, palestinese, che hanno dato il benvenuto ai relatori del convegno,agli ospiti e ai nuovi studenti di Rondine e ai giovani della Sponda Sud.  

“Solo un anno fa i nostri pensieri erano diversi, di conflitto” ha detto Noam “però con fatica e dolore, vivendo un anno intorno allo stesso tavolo possiamo dare oggi un benvenuto migliore”. Ha poi proseguito “Si può paragonare la nostra storia qui alla vostra della Primavera Araba: voi come noi avete scelto di essere coraggiosi, di credere in un cambiamento che avete voluto.” “Ora per me la vita è a Rondine, non sarà mai così senza il mio amico israeliano, perché qui nascono le storie di amicizia, più importanti di quelle di inimicizia” ha proseguito Ibrahim. Alcuni giovani partecipanti al Progetto Sponda Sud hanno portato la loro testimonianza, invitati a parlare dal moderatore della sessione, Antonio Ferrari, editorialista de Il Corriere della Sera., che ha rimarcato che “I diritti umani non sono commerciabili, sono per tutti”. “Rondine è un eccellenza nella promozione della democrazia in loco” ha sottolineato Stefania Magi, Assessore alle politiche per l'intergrazione del Comune di Arezzo. Ha portato poi i saluti della Provincia di Arezzo il Presidente, Roberto Vasai: “Il modello Rondine inteso come esperienza e proposta formativa rappresenta una grande opportunità per i giovani dei Paesi nord-africani. La cultura dell’incontro, dell’accoglienza e del dialogo è alla base dell’integrazione”.

                                    

“Rondine ha capito perfettamente che se si crede nelle proprie convinzioni e nei proprio valori  e si è nel mondo globalizzato anche collocandosi perifericamente è possibile creare un centro” ha detto il Ministro Riccardi.”  Scriveva Woytila: ‘l’uomo soffre soprattutto per mancanza di visioni’. Siamo in un momento in cui mancano le visioni. Io credo che a Rondine non ci si sia rassegnati al grigiore di questo tempo e per questo ringrazio la visione di Rondine Cittadella della Pace e quella di Franco Vaccari, improntata sulla capacità di rischiare, ma mai con azzardo, sempre su un sogno. Per quanto riguarda il Mediterraneo bisognerebbe tornare a riflettere sul pensiero di La Pira, che lo vedeva come un grande lago, perché La Pira è molto citato, ma poco capito: bisogna capire a fondo la sua grande intuizione - il valore delle forze spirituali sotto la crosta della storia che spingono a cambiamenti che poi si rivelano in superficie. Io ricordo due grandi date nella recente storia del Mediterraneo. Qualcuno ha paragonato il 2011, l’anno della Primavera Araba all’89: sono due momenti diversi, ma con un filo conduttore:  il 1989 ha imposto agli europei il dovere di re-inventarsi la democrazia, stesso dovere che ora s’impone ai Paesi della Primavera Araba.

“‘Nessun Paese è un’isola” ha proseguito Riccardi “la storia dei nostri vicini è fatta anche da noi. L’Italia torna oggi terra di frontiera a confronto con la Sponda Sud e deve prendersi le sue responsabilità. È questa un’opportunità per far tornare il Mediterraneo centro della storia e dell’economia. Abbiamo bisogno oggi del dialogo, e di una visione del dialogo che Rondine insegna e che io condivido: un dialogo non solo accademico, ma di amicizie che osano e che restano, perché quando ci si forma a Rondine si crea un network di amicizie che restano e che sono la base del dialogo. Perché non basta fare un convegno, ma dopo il convegno bisogna vivere insieme. Io credo che il lavoro di rete che si crea qui rappresenta un giacimento di pace sicuro all’interno della globalizzazione. Grazie a Rondine!”

“La formazione, su cui scommettiamo qui a Rondine traduce in realtà i cambiamenti delle persone  attraverso cui cambiare la società” ha detto il presidente di Rondine Franco Vaccari “ E allora ci ritroviamo in una tenda, il cui lavoro è quello che più ci identifica come metafora: in un momento di cambiamento e di disorientamento quello che conta è la forza delle relazioni interpersonali, la qualità delle relazioni interpersonali. I giovani dello Studentato Internazionale sono le persone che costruiscono il futuro, per cui noi non ci attardiamo in questioni che a volte possono diventare disquisizioni, ma cerchiamo di essere concreti e operativi. Mi rivolgo anche al Ministro Riccardi affinchè si possa presto trovare un nome unico per la realtà euro-mediterranea: una realtà bella, multiforme, promettente” Il presidente ha poi rivolto un saluto ai giovani che hanno concluso il percorso nello Studentato Internazionale; molti di loro stanno seguendo infatti il convegno attraverso lo streaming video disponibile sul sito di Rondine.

Ha preso poi la parola il Cardinal Tauran “Che cos’è il mediterraneo? È molto di più di uno spazio geografico, racchiude in un unico territorio, un comune patrimonio. Più che una realtà è un crogiolo che accoglie realtà diverse; è possibile vivere insieme oggi ? Si, tramite l’accettazione del diverso e la libertà di esprimere la proprie convinzioni agli altri. Non mi pare impossibile: dobbiamo solo mutare il nostro sguardo, le paure, lo sfruttamento generano convinzioni sbagliate. Non si può costruire il proprio benessere a scapito di quello degli altri. Solo così, il Mediterraneo sarà domani un luogo privilegiato, dove la sapienza umana si fonderà con quella divina”.

“Rondine oggi pone una prima pietra ad una costruzione a cui anche il nostro ente ha contribuito” ha detto Massimo Toschi, consigliere per la Cooperazione Internazionale della Regione Toscana “la scelta che abbiamo fatto negli ultimi dieci anni è quella di una presenza forte nelle guerre del Mediterraneo (Israelo-Palestinese, Libia, Primavera Araba). Abbiamo scommesso che potevamo accompagnare la transizione dei Paesi del mondo arabo, in particolare della Tunisia. È l’idea di un’iniziativa organica che c’è alla base, un modo di fare politica per costruire ponti: una grande partita culturale, politica.

Lorenzo Dellai, presidente della Provincia Autonoma di Trento ha aggiunto: “Siamo ben felici di mettere a disposizione il nostro supporto tecnico e locale a una realtà come quella di Rondine. Per noi questo progetto serve a tutti, è un’esperienza utile per i giovani che si apprestano a diventare responsabili delle proprie realtà, anche per noi, per l’Italia e l’Europa, che abbiamo vissuto anni alternando governi, senza fermarci troppo a capire. Il progetto “Sponda Sud” è un contributo importante anche per noi per comportarci in maniera più responsabile, recuperare la capacità di capire, di rapportarci: il nostro non è un atteggiamento di mero aiuto, ma la coscienza che c’è un bisogno reciproco di costruire e che lo possiamo fare solo nel rispetto delle diversità”.

Lamia Mekhemar, Ambasciatrice Egitto presso la Santa Sede “‘fiero di essere egiziano’ è stato lo slogan della rivoluzione egiziana, che io riprendo. I giovani che andavano a Piazza Tahir rispondevano alle domande dei genitori su dove andavano ‘vado da un amico’. È la prima volta che vedo giovani che hanno più paura dei genitori che della morte, e di questo sono fiera. C’è un filo conduttore in tutte le rivoluzioni della Primavera Araba: la voglia di dire no alla paura. Voi in occidente forse non potete capire cosa vuol dire per noi, aver fatto crollare questi muri di paura”.

Riccardo Fontana, Vescovo della Diocesi di Arezzo Cortona e Sansepolcro ha concluso: “Diceva Gregorio XX: ‘Studiare è un sogno, a cui nessun uomo intelligente può rinunziare’. Rondine è un sogno che funziona e puntare sulla formazione è certamente la via che risolve molti problemi. Rondine è un bel posto per realizzare questi sogni ed affrontare il futuro. Noi oggi vi accogliamo con cuore aperto di fronte alla Primavera Araba. Mi ricordo in quei giorni di aver meditato su una celebre frase di Galileo Galilei: ‘eppur si muove’, perché dal 1911 l’Occidente pensava che l’Islam fosse morto, ‘eppur si muove’, certo con tutte le complicazioni che ci sono dietro. Mi piace ricordare, come ha detto Massimo Toschi come a inizio della Primavera Araba la chiesa aretina ha accolto alcuni giovani in cerca di libertà. Grazie di aver ricordato che in casa nostra si fa accoglienza agli amici che vengono con la loro libertà, rispettandola.

 

I giovani del progetto Sponda Sud

   Vai all'articolo sulla Seconda Sessione

   Vai all'articolo sulla Terza Sessione

    Vai all'articolo sulla Quarta Sessione

Clicca per vedere il programma dettagliato.

Il Simposio è trasmesso in streaming sul sito di Rondine (clicca per aprire la pagina streaming Rondine Channel) e saranno costantemente aggiornate le pagineTwitter e Facebook.