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Rondine tra La Verna, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI

Da La Verna, passando per l’ulivo che dieci anni fa Giovanni Paolo II donò a Rondine, al “così si fa la pace!” di Benedetto XVI dello scorso 7 marzo:

Rondine come luogo internazionale unico di dialogo e di pace.

 

Rondine è cresciuta insieme a quest’ulivo!”, queste le parole di Franco Vaccari, presidente e fondatore dell’associazione “Rondine Cittadella della Pace”, nel ricordare l’ulivo donato a Rondine da Giovanni Paolo II nel maggio del 2002 e benedetto dal cardinale Jean Louis Tauran, oggi presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso.

Con questo dono, Giovanni Paolo II riconobbe Rondine come luogo internazionale unico di dialogo e di pace, e ne incoraggiò l’attività. Nei vari incontri e colloqui con il Papa, in questi anni, Rondine ha potuto esprimere la propria missione: dare corpo all'intuizione di Giorgio La Pira, che vedeva La Verna come “trampolino di lancio per le imprese di pace”.

Ma perché proprio La Verna?

Nelle stimmate”, spiega Franco Vaccari, “è contenuto un dolore che si trasforma in amore e pace. Il messaggio delle stimmate è per la storia dell’umanità”.

Giovanni Paolo II ritrovò in Rondine la “forza dei piccoli”, la forza di S. Francesco: da qui l’improvviso, meraviglioso dono di un ulivo allo Studentato Internazionale.

A dieci anni da questo dono, Benedetto XVI, sulla scia del suo predecessore, continua a incoraggiare l’attività della Cittadella: con la benedizione dello scorso 7 marzo, in un colloquio con gli studenti di Rondine, il Santo Padre ha esclamato: “così si fa la pace!”.

 

 

Storia di Rondine:

Nel 1977 monsignor Telesforo Cioli, vescovo di Arezzo, affida ad alcune giovani famiglie l’uso della Chiesa del paese di Rondine e di alcune strutture ad essa adiacenti, da qualche anno in stato di abbandono: nasce la “Comunità di Rondine”, che s’impegna nella ricostruzione del piccolo borgo. Rondine diviene luogo di formazione per giovani e famiglie, luogo di accoglienza e servizio in favore di persone e famiglie in difficoltà.

Nel 1990, la “Comunità di Rondine”, insieme ad altre comunità, fonda l’Associazione “Rondine”.

Gli anni successivi vedono svilupparsi intensi rapporti con l’Unione Sovietica, a seguito soprattutto dello spettacolo su “San Francesco, uomo di Pace”, prima rappresentazione religiosa realizzata pubblicamente in URSS dalla rivoluzione del 1917.

Nel 1995 i fondatori di Rondine, a seguito dello scoppio della prima guerra in Cecenia, si mettono a disposizione per una mediazione segreta del conflitto. Grazie a varie trattative, sia Grozny che Mosca chiedono a Rondine di ospitare i loro giovani, che non potevano più studiare a causa della distruzione totale del Paese. Nel 1997, l’associazione trasforma la propria denominazione in “Rondine Cittadella della Pace” e decide di accogliere cinque studenti ceceni e russi, realizzando lo Studentato Internazionale, inizialmente solo maschile e aperto alle donne nel 2007.

Lo Studentato ospita, oggi, giovani provenienti da culture diverse o da paesi in conflitto dei Balcani, del subcontinente Indiano, del Caucaso del sud e del nord, del Medio Oriente e dell’Africa. Questi giovani, che nelle loro terre di origine sarebbero potenziali nemici, hanno la possibilità di vivere qui in un contesto neutro, dove l’alternativa della convivenza pacifica acquisisce concretezza, forza e credibilità. Una volta completato il loro ciclo di studi (corso di laurea o master), rientrano nei propri Paesi, testimoni di un’esperienza di vita in comune e portatori di un messaggio di pace, che si sforzano di diffondere attraverso l’impegno civile e professionale.
A cura di Clara della Valle

 

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