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"Capire i conflitti, praticare la pace" . Progetto con le scuole in Trentino

Ultima modifica il Mercoledì, 14 Novembre 2012 16:10
Pubblicato Martedì, 10 Aprile 2012 12:18
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“Grande esperienza didattica.” Così hanno commentato alcuni insegnanti che hanno partecipato al primo di tre turni del progetto "Capire i conflitti – praticare la pace", che si è svolto dal 27 al 30 Marzo in Trentino.
Realizzato grazie alla collaborazione tra la Provincia Autonoma di Trento e l'Associazione Rondine Cittadella della Pace, questo progetto si inserisce nel cammino di avvicinamento al centenario della grande guerra quale momento di riflessione sulle varie dimensioni del conflitto: interiore, interpersonale, etnico e internazionale.

I ragazzi della 3°B e 3°F della Scuola Media "Pietro Metastasio" di Cave (Roma) ed i ragazzi della 3°A e 3°B dell’I.C. San Demetrio Né Vestini (L’Aquila) hanno potuto conoscere i luoghi della Grande Guerra nei dintorni di Rovereto, accompagnati dai giovani dello Studentato Internazionale, per i quali la guerra è ancora una realtà. Gli studenti italiani hanno riflettuto insieme a loro sulle caratteristiche e conseguenze della guerra, sulla necessità della cooperazione tra nazioni, popoli, etnie e gruppi sociali e sulla risoluzione pacifica dei conflitti. Hanno vissuto un’esperienza unica tra testimonianza della “guerra messa in museo” e delle “guerre attuali vissute sulla pelle dei giovani”.
L’impressione, per chiunque abbia partecipato, è di un’esperienza ricchissima di insegnamenti da portare con sé.

I ragazzi hanno potuto scoprire un modo diverso di apprendere, fuori dai banchi di scuola e dal rapporto gerarchico con i professori, ed anche un modo nuovo di fare gita scolastica: se all’inizio l’idea di avere un programma specifico e ritmi molto serrati sembrava scoraggiarli, poi hanno sperimentato quanto la ricchezza di attività diverse potesse catturarli e motivarli. Ed è stato questo uno degli insegnamenti principali anche per il team formativo: l’importanza di credere fino infondo nelle proposte che si fanno, superando anche momenti di calo di entusiasmo, sapendo variare le proposte senza rinunciare alle attività ed ai contenuti da passare.


Gli studenti italiani si sono sentiti interpellati personalmente dalla testimonianza degli studenti di Rondine, hanno potuto riflettere sulla loro vita, sulle dinamiche di classe. Gli studenti di Rondine in parallelo hanno potuto scoprire quanto la loro esperienza e le loro scelte di vita abbiano di per sé un fortissimo potenziale formativo, ed hanno alimentano la speranza fondata che la guerra, come è successo in Trentino, possa cessare di essere una realtà e diventi parte di un museo della memoria.
Particolarmente significative in questo senso sono state le visite al museo della guerra di Rovereto, alle trincee di Matassone e alla campana dei caduti Maria Dolens.

La testimonianza storica che questi luoghi hanno offerto è stata accolta da tutti con grande interesse, ed è stata essenziale per comprendere meglio l’esperienza storica di questa zona d’Italia, ma anche per introdurre la testimonianza di due studenti di Rondine: Fadi ed Ibrahim, interpellati dai racconti sui rifugiati italiani ed austriaci durante la grande guerra, hanno parlato della loro esperienza diretta. È stato questo il vero momento di svolta dei giorni passati assieme: quello che ha fornito la chiave di lettura del percorso, e trasmesso la concretezza della necessità di praticare veramente la pace, a partire dalle proprie vite quotidiane.
Al termine dell’esperienza, l’impressione generale è stata quella di avere uno sguardo nuovo sugli altri, sia per insegnanti e ragazzi, che nel condividere interamente alcuni giorni insieme si sono rivelati a vicenda nuovi aspetti delle loro personalità, sia per studenti e personale di Rondine, che man mano che l’esperienza avanzava si sono scoperti sempre di più un team, una squadra in grado di crescere insieme, di apprendere a vicenda, di interagire in modo positivo tra di loro e con gli altri.

"Capire i conflitti, praticare la pace" è un progetto realizzato in collaborazione con il Servizio nazionale della CEI per il progetto culturale.

Anna Moro, team formazione di Rondine.

 

Immagini tratte dalla pagina Facebook del Progetto Scuole in Trentino.